Salvini insiste sul Viminale, distanza con Meloni sull’energia

Image from askanews web site
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Milano, 29 set. (askanews) - Assicura che "faremo un governo di centrodestra", senza la "sciocchezza" dell'appoggio esterno. Ma in quel governo deve esserci anche lui, a "occuparsi di sicurezza e immigrazione". A chiederlo stavolta non è Matteo Salvini direttamente, ma i parlamentari della Lega - "in blocco" riferiscono dall'entourage del segretario - nella prima riunione dopo le elezioni.

Dopo le tensioni del Consiglio Federale, Salvini riunisce una platea decisamente più amica: quella dei 95 senatori e deputati che sono sopravvissuti al taglio dei parlamentari e al taglio dei consensi della Lega. Praticamente tutti fedelissimi del segretario. Ma siccome la cautela non è mai troppa, meglio far consegnare i telefonini all'ingresso nel foyer della Sala Umberto, scelta per la riunione.

Fonti della Lega si preoccuperanno di far sapere che ai parlamentari Salvini ha assicurato che "faremo un governo di centrodestra: non date peso alle falsità della sinistra e dei suoi giornali che inventano virgolettati". Riferimento ai retroscena sulla minaccia dell'appoggio esterno in caso di mancata assegnazione del Viminale: "Quante sciocchezze scrivete...", aveva detto ai giornalisti entrando alla riunione.

Ma il tema del Viminale resta. Dalla segreteria leghista diffondono il video dei neo parlamentari che acclamano "Mat-teo, Mat-teo", dopo aver "in blocco chiesto al segretario di tornare al governo per occuparsi di sicurezza e immigrazione". Anche se, aveva spiegato il vicesegretario Lorenzo Fontana entrando, per la Lega la questione non è Salvini al Viminale o morte: "Assolutamente no. Al Viminale ha fatto bene", però "secondo me bisogna solo parlarsi e trovare l'intesa giusta. Serve tanta attenzione per il bene del Paese". Convinto che Salvini andrà al governo anche Giancarlo Giorgetti: "Ma sìììì... E tutto il resto è noia, come cantava Califano". Per Giorgetti, alle prese con una lombo-sciatalgia descritta come molto dolorosa, invece si prefigura una pausa: "Uno si riposa e si cura...". E a rappresentare unità tra i due, dalla Lega diffondono le immagini del colloquio tra i due - entrambi sorridenti - a margine della riunione: "Hanno fatto il punto della situazione e discusso di caro energia", spiegano dalla Lega.

Ma proprio sull'energia sembra aprirsi un altro tema di confronto tra Salvini e Meloni. Alla notizia del maxi intervento della Germania per contenere il caro bollette, il segretario leghista replica immediatamente con un suo cavallo di battaglia: "Urge intervenire anche in Italia, altrimenti le nostre aziende non potranno più competere e lavorare". In serata arriverà invece la nota della presidente di FdI, che critica le iniziative di singoli Stati e insiste nel chiedere - in sintonia con Mario Draghi - un intervento europeo.

Sul fronte interno, non riscuote successo la proposta di Roberto Maroni che dalle colonne del Foglio sponsorizza un cambio di leadership, auspicando Luca Zaia alla guida del Carroccio. Il diretto interessato liquida l'argomento, "ma quale staffetta...". Discorso che vale anche per il collega del Friuli Massimiliano Fedriga: "E' un bravissimo governatore. Io spero che si candidi ancora e che ci sia un'altra occasione di governo da parte di una persona per bene per questa magnifica Regione", dice Zaia. E il diretto interessato conferma: "Mi piacerebbe continuare in Friuli Venezia Giulia, ricandidarmi nel prossimo anno".