Salvini insiste: un rapinatore non ammette di esserlo...

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Roma, 23 gen. (askanews) - "Il ragazzo dice di non essere uno spacciatore? Difficile trovare un rapinatore che confessi di essere un rapinatore. I residenti del quartieri non hanno dubbi, hanno certezze". Matteo Salvini, leader della Lega, intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus, non cambia idea sulla 'citofonata'. "Se c'è una mamma coraggio che ha perso un figlio per droga che ti chiama e ti chiede di dargli una mano a segnalare lo spaccio, io ci sono sempre. Poi polizia e carabinieri faranno il loro lavoro. Però era giusto squarciare il silenzio che purtroppo c'è in tanti quartieri italiani. Che poi uno spacciatore sia tunisino, italiano o finlandese non è importante", sostiene l'ex ministro dell'Interno.

"Mi chiedono di citofonare ai mafiosi? Sono andato a bermi un caffè con Nicola Gratteri che è uno dei principali nemici delle mafie, che si batte ogni giorno contro la 'ndrangheta. Ricordo poi che la villa ai Casamonica con la ruspa l'ho abbattuta io, non Fabio Volo o Fabio Fazio. E a Corleone il commissariato di polizia confiscato alla mafia l'ho inaugurato io. Se c'è qualcuno a cui sto sulle palle sono proprio mafiosi e camorristi", sostiene ancora Salvini.