Salvini, la politica anti-Ong: come lo ha smentito il gip di Agrigento

matteo salvini

Stefano Zammuto, giudice del Tribunale di Agrigento ha smentito la politica anti-Ong di Salvini approfittando dell’ordinanza di dissequestro della Open Arms. Infatti, nelle 19 pagine redatte sul caso della nave spagnola di ProActiva (rimasta bloccata per 19 giorni a largo di Lampedusa), Zammuto avrebbe ricostruito una serie di ragioni per smontare, pagina dopo pagina, uno dei cardini della politica salviniana: i porti chiusi. Citando “il quadro normativo di riferimento”, il gip fa appello a tutte le istituzioni (in particolare all’ormai ex inquilino del Viminale) a rispettare le regole internazionali e le convenzioni sul tema dei migranti.

Salvini smentito dal gip

“L’obbligo di salvataggio delle vite in mare costituisce un dovere degli Stati e prevale sulle norme e sugli accordi bilaterali finalizzati al contrasto dell’immigrazione irregolare”. Esordisce in questo modo il gip di Agrigento, Stefano Zammuto. In un documento di 19 pagine sul caso del dissequestro della nave spagnola Open Arms, infatti, il giudice ha smentito la politica di Matteo Salvini. Tuttavia, seguendo (talvolta testualmente) le norme internazionali, ha dato prova fondata delle sue argomentazioni. Infine, ha convalidato il sequestro preventivo disposto di urgenza dai pm, ma non ha accolto la richiesta di emissione di decreto di sequestro preventivo.

La replica di Open Arms

Open Arms ha reagito alla sentenza con una nota su Twitter: “In questo provvedimento è stata ribadita, ancora una volta, la necessità del rispetto delle Convenzioni internazionali e del diritto del mare, nonché la tutela della vita e della dignità delle persone in condizioni di fragilità”. “Come abbiamo sempre ribadito – proseguono – abbiamo operato e continueremo a operare nel rispetto del diritto e della legge, certi che questo momento buio della nostra storia verrà superato e che gli Stati europei torneranno nuovamente a tutelare la vita di donne, uomini e bambini e a rispettare le Costituzioni che sono alla base delle nostre democrazie”.

Le convenzioni

“Le convenzioni internazionali in materia – prosegue il gip – cui l’Italia ha aderito, costituiscono un limite alla potestà legislativa dello Stato (ai sensi degli articoli 10, 11 e 117 della Costituzione). Non possono, pertanto, costituire oggetto di deroga da parte di valutazioni discrezionali dell’Autorità politica, ponendosi su un piano gerarchico sovraordinato rispetto alla fonte primaria”.

Inoltre, ci sarebbero altre due convenzioni che vertono su questo tema e risultano utili a smentire la politica anti-Ong di Salvini. Come riferisce Zammuto, la prima è la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (1982). “Ogni Stato deve esigere che il comandante di una nave che batte la sua bandiera, nella misura in cui gli sia possibile adempiere senza mettere a repentaglio la nave, l’equipaggio i o passeggeri, presti soccorso a chiunque sia trovato in mare in pericolo di vita quanto più velocemente possibile”. La Convenzione di Amburgo, invece, “obbliga gli Stati parte a garantire che sia prestata assistenza ad ogni persona in pericolo in mare senza distinzioni relative alla nazionalità o allo status di tale persona o alle circostanze nelle quali tale persona viene trovata”.

La costituzione

La costituzione italiana, infine, all’articolo 117 stabilisce altri limiti alla potestà legislativa. “La potestà legislativa – citando testualmente – è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali“.

Cosa significa porto sicuro

Nel documento di 19 pagine redatte dal gip di Agrigento Stefano Zammuto, rientra anche una chiara definizione di porto sicuro, un termine che non deve destare dubbi. Il porto sicuro è dove “la sicurezza dei sopravvissuti o la loro vita non è più minacciata. Dove le necessità umane primarie – come cibo, alloggio e cure mediche – possono essere soddisfatte. Dove può essere organizzato il trasporto dei sopravvissuti nella destinazione vicina o finale”.

Per quanto concerne, infine, il sequestro di persona, Zammutto ha deciso di riportare un paragone efficace tra la nave Open Arms e la Diciotti. Quest’ultima è rimasta ferma davanti al porto di Catania per giorni. “I pubblici ufficiali competenti – spiega il gip – hanno dato luogo a una condotta omissiva consistita nella mancata assegnazione del Pos”. Conseguenza: “L’illecita e consapevole privazione della libertà personale dei migranti soccorsi“.