Salvini: Lega collabora ma no prese di giro. Disagio in piazze

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Roma, 31 ott. (askanews) - "La prima proposta di collaborazione è del marzo scorso... Mai sentito nessuno" ma la Lega è ancora disposta a confrontarsi e a collaborare con il governo sulle decisioni da prendere per fronteggiare l'epidemia da coronavirus. Lo afferma in un'intervista al Corriere della Sera il leader della Lega Matteo Salvini. "L'unica volta che ci hanno convocato a Palazzo Chigi è stato ad aprile per parlare di cassa integrazione. Proponemmo di adottare un modello unico. Stiamo ancora aspettando la risposta", spiega. E' da febbraio "che dico che siamo pronti a dare il nostro apporto. Può essere pure un incontro settimanale, anche riservato. Ma penso che abbia ragione Marcucci: questo governo non è all'altezza. Non sopporto la gente che prende in giro. Dicono che ascoltano ma non fanno nulla. Basti dire che su 213 decreti attuativi che dovevano licenziare ne hanno fatti solo 53. E cosa dovrei fare? Stare zitto? No critico e suggerisco. Se fanno cose utili sto zitto anche un mese". Nella prima fase dell'emergenza "si navigava a vista e quindi erano comprensibili ritardi e approssimazioni. Era la prima volta. A fine ottobre non ci sono più alibi". Se un lockdown viene imposto dai medici "li ascolto. Ma non è quello che mi auguro e non è quello che voglio". Secondo Salvini "la chiusura di città e Regioni deve essere l'ultimissima carta da giocare" ma "qui il problema è il metodo". La rabbia nelle piazze, conclude Salvini, "al di là dei cretini che si infiltrano per fare casino, è il segno di un grande malessere sociale. Il governo non dà risposte".