Salvini, lite social con Lapo Elkann

Salvini contro Lapo Elkann

Tra Matteo Salvini e Lapo Elkann sono volate parole grosse in una vera e propria lite a distanza. Tutto è iniziato con le parole di Lapo Elkann durante la presentazione, a Palermo, del protocollo d'intesa con Croce Rossa italiana per la realizzazione di interventi a favore dei soggetti in stato di fragilità: "Non mi piace usare la parola migranti, mi piace definirli nuovi italiani perché voglio ricordare che fino a qualche anno fa anche gli italiani andavano via ed erano dei migranti. Mi sembra una parola denigratoria, che non rispetta le persone".

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"I politici sono pagati da noi e dovrebbero essere presenti nei momenti difficili. Trovo abbastanza vergognoso che a Lampedusa non fossero presenti le istituzioni", ha aggiunto Elkann, con un attacco in particolare al leader della Lega: "Non mi piace Salvini, non mi piace il suo comportamento sul tema dei migranti perché lo reputo dissolutivo e non costruttivo. Poi ognuno è libero di avere le proprie opinioni".

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Secca la prima replica di Matteo Salvini su Facebook: "Ma questo c’è o ci fa?" E poi: "Da Lapo Elkann dichiarazioni stupefacenti”.

L'imprenditore ha risposto così alla provocazione dell'ex ministro: "Da parte mia non c'è alcuna polemica di alcun tipo nei confronti di Salvini e della politica e né voglio entrare in quel territorio che non mi interessa. Non faccio il politico e non ho alcuna intenzione di legarmi con la politica come hanno fatto certi imprenditori. Mi permetto solo di dire che con la politica meno ci ho a che fare, più felice sono".

"In politica", ha aggiunto Elkann, "parlando con tutto il rispetto per Salvini e altri, ho avuto il privilegio di lavorare per due anni come assistente di Henry Kissinger, premio Nobel per la Pace. E, con tutto il rispetto per loro, penso che il cervello di Kissinger a confronto del loro sia uno giocare in serie A e l'altro giocare in serie B".

In serata, su Facebook, l'ultimo commento di Salvini: "In un Paese normale le parole di questo signore avrebbero l'attendibilità di un gabbiano..."