Nuovo decreto covid, Salvini: "No lockdown o Italia zona arancione"

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"Misure prese a livello nazionale, lockdown nazionale o zona arancione su tutto il territorio non hanno senso. Se ci sono realtà comunali o provinciali più colpite di altre, si deve intervenire, senza penalizzare l'intera popolazione". Matteo Salvini, leader della Lega, si è espresso così nella mattinata in cui il Consiglio dei ministri si riunisce per varare il nuovo decreto covid, che proroga di un mese -a partire dal 25 febbraio- lo stop agli spostamenti tra le regioni. "Il virus di oggi, anche con le sue varianti, non è quello dello scorso anno. Quindi è chiaro che occorre essere sempre più precisi al livello territoriale", ha detto Salvini ospite di "Mattino 24" su Radio 24,.

"C'è un'enorme voglia di ritorno alla vita. Se ieri, tantissimi sindaci, anche di colore politico diverso, hanno chiesto la riapertura di sera dei ristoranti, non lo chiedono perché sono matti, ma perché ci sono le condizioni per tornare a una vita quanto più normale possibile", ha aggiunto Salvini, per il quale "se si può andare a pranzo in sicurezza, si può anche andare a cena in sicurezza. Palestre, teatri, cinema, piscine e impianti sportivi sono a totale prova di sicurezza e quindi io dico che potrebbero/dovrebbero riaprire".

Quanto al dibattito sul Cts o su Arcuri, "noi non chiediamo nulla nell'immediato al presidente Draghi, ma è evidente che occorra un cambio di passo, meno comunicazioni da parte di virologi e consulenti. Occorre una voce unica per quello che riguarda il Cts. Per quello che riguarda Arcuri, lascio giudicare chi ci ascolta", ha affermato Salvini.

Parlando delle elezioni, "se c'è chi spinge, è una spinta di cui io non sono al corrente. Non mi sto occupando di questo, certo dovranno arrivare indicazioni in fretta, perché il 31 marzo è prevista un'elezione suppletiva a Siena e l'11 aprile dovrebbe votare in Calabria", per la rielezione del presidente della Regione. "Quindi io vorrei sapere se i calabresi possono votare in sicurezza, oppure se vengono usati come cavie", ha detto smentendo che la Lega voglia posticipare in autunno il turno delle elezioni amministrative previste in primavera. "Le altre elezioni nelle grandi città sarebbero a giugno. Io chiedo al ministero dell'Interno di farci capire se ci sono le condizioni di sicurezza, noi siamo pronti. Se non ci sono queste condizioni ce lo facciano sapere per tempo. Noi, comunque, non abbiamo avanzato nessuna richiesta di posticipare nulla, anzi siamo al lavoro per le squadre e per mettere in campo i nostri candidati". ha concluso Salvini.

Sul completamento della squadra di governo con la nomina dei vice ministri e dei sottosegretari, la Lega "è tranquillissima, noi abbiamo già individuato una serie di tematiche di cui vorremmo occuparci. Ma, come per i ministri, attendiamo che sia il presidente Draghi a decidere. Noi non abbiamo chiesto nulla", ha detto Salvini. La Lega, ha aggiunto Salvini, é interessata "all'Interno, o all'Agricoltura o all'Ambiente", come settori nei quali punterà la propria attenzione, nella determinazione degli incarichi di sottogoverno, "perché la transizione ecologica - ha specificato Salvini - sarà un aspetto fondamentale dell'azione del governo".