Tav, Salvini: "Chi vota no sfiducia Conte"

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Decreto sicurezza, Tav e manovra. E' iniziata la settimana cruciale per la tenuta del governo. Nel giorno in cui il decreto sicurezza bis si appresta ad essere approvato dal Senato, dove gli alleati di governo M5S-Lega sono una manciata di voti sopra la maggioranza, Matteo Salvini lancia l’ennesimo avvertimento al Movimento 5 Stelle sulla Tav. "Non è possibile che mercoledì si voti una mozione contro la Tav, contro il progresso, il futuro, sarebbe un voto contro il governo, contro l'Italia, contro gli italiani, noi ne trarremo le conseguenze, non stiamo al governo per perdere tempo", afferma il ministro dell'Interno in piazza a Nerviano, parlando della mozione no Tav dei 5Stelle da mercoledì in Senato.  

"E' un’infrastruttura fondamentale. Sarebbe una sfiducia al premier che ha riconosciuto che costa meno finirla che fermarla". Il voto contrario, aggiunge, "sarebbe uno schiaffo agli italiani che vogliono treni, porti e aeroporti. Vediamo i voti in Parlamento". Parlando anche del decreto Sicurezza, Salvini ha detto che in Senato "ci sono due voti su cui non si scappa: quello sul decreto sicurezza e quello sulla Tav. Lì o ci sono i sì o ci sono i no. Non esistono i forse. Ripeto se ci fosse un no all’Alta Velocità ci sarebbe un grosso problema". 

Il governo, ha continuato il vicepremier, "se fa le cose va avanti. Siamo qui a inaugurare una stazione più sicura e più bella, però se poi quando uno va in Parlamento a votare contro un’altra opera importante per l’Italia, come l’Alta Velocità che ci collega all’Europa, è un atto di sfiducia non a Salvini, non alla Lega ma al Paese". 

"Chi tifa per la caduta del governo è perché ha paura di non essere rieletto. Ha paura di trovarsi un lavoro come tutte le persone normali. Noi questa paura non ce l’abbiamo. A noi della poltrona non ce ne frega nulla. Il MoVimento 5 Stelle lavora per fare cose giuste, non per il consenso. E io ne vado fiero!", replica in un post su Facebook il vicepremier Luigi Di Maio, annunciando la calendarizzazione del ddl sul taglio dei parlamentari il prossimo 9 settembre.  

A provare a infondere fiducia, il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, secondo il quale "il governo non cadrà"." Salvini minacci chi vuole, ma la mozione impegna il Parlamento in quanto organo che ha approvato l’accordo internazionale", dice a margine della presentazione del nuovo hub ferroviario di Milano Rogoredo. "La mozione impegna il parlamento e non il governo. Questo significa che non ci saranno problemi dal punto di vista della tenuta del governo". "Da esponente del Movimento 5 Stelle- continua - posso permettermi di dire che quell’opera è uno spreco, un danno dal punto di vista ambientale e un favore fatto alla Francia. Un accordo fatto da politici incapaci". Tuttavia, aggiunge Toninelli, "il parlamento è il luogo che ha approvato l’accordo internazionale e in quanto organo sovrano deciderà con tranquillità". 

MANOVRA - Rispondendo a una domanda della stampa sul doppio tavolo per la manovra, convocato oggi a Palazzo Chigi e domani al Viminale, Salvini spiega che "siamo partiti noi, poi sono arrivati anche gli altri". "Più idee si confrontano e meglio è - dice ancora il vicepremier sul perché della doppia convocazione -, più si ascoltano coloro che fanno la ricchezza di questo Paese e meglio è. Noi ci eravamo impegnati a fare un secondo incontro ad agosto e siamo di parola. Abbiamo invitato di nuovo tutti e tutti hanno risposto, quindi vuol dire che c'è interesse. Salvini ha infine liquidato con un secco "non facciamo i giochini" l’ipotesi, riportata oggi dalla stampa, che il ministero dell’Economia sposti gli 80 euro di Renzi sulla flat tax. 

NOMINE UE - Salvini è intervenuto anche sulla partita per il commissario europeo che spetta all'Italia "la sta gestendo Conte", dice il vicepresidente. "Noi abbiamo dato i nostri nomi - dice ancora Salvini -, vogliamo qualcuno che si occupi di lavoro, di economia, di commercio, di agricoltura, di concorrenza e di imprese. Insomma, di qualcosa di concreto, di 'made in Italy'. Quindi i nomi ce li ha il presidente del Consiglio".