Salvini nel napoletano, cartelloni di insulti

Matteo Salvini: proteste a Mondragone


Matteo Salvini
nella casertana Mondragone viene accolto dai cittadini in maniere diametralmente opposte. C’è chi dedica lui cartelloni di benvenuto e chi invece striscioni di insulti, non tutti insomma gradiscono la visita del leader della Lega, che il 30 giugno 2020 sarà a Castel Volturno.

Matteo Salvini a Mondragone: proteste

La città di Mondragone è ancora provata dalle tensioni che si sono verificate in una determinata area, a causa di un focolaio di Coronavirus. I residenti si sono scontrati tra di loro, suddividendosi in italiani e stranieri, arrivando persino a lanciarsi sedie dai balconi e richiedendo l’intervento delle forze dell’ordine.

In questo clima acceso, l’arrivo di Matteo Salvini. Gli striscioni di chi è contro recitano frasi come “Non sei il benvenuto” e “Torna nella fogna” ma anche “Vattene! Pensa ai problemi del tuo Nord”. Per alcuni cittadini, la sua sarebbe una campagna elettorale tattica in una zona sensibile ai temi della convivenza tra italiani e stranieri.

I cittadini: “Siamo stanchi delle passerelle”

“Siamo stanchi di passerelle. Vogliamo fatti, Salvini oggi viene a fare una passerella, che cosa ha fatto contro le mafie?”, dice un gruppo di manifestanti, definendo il suo arrivo come sciacallaggiopolitico. C’è stato poi qualche momento di tensione ma le Autorità hanno sedato gli animi, parlando con chi protestava.

Critiche al leader della Lega anche da parte di Roberto Saviano, intervistato da Fanpage: “Dovresti chiedere perdono per come hai gestito l’emergenza migranti, per come hai messo gli uni contro gli altri, per come hai acceso gli animi per puro tornaconto elettorale”, ha detto. L’autore di Gomorra accusa poi Matteo Salvini di strumentalizzare le vicende, scegliendo Mondragone come meta per vomitare la sua bile sui migranti che vivono là”.

Interrotto il discorso di Salvini: “Sciacallo!”

Durante il discorso di Matteo Salvini a Mondragone, i manifestanti sono intervenuti urlandogli insulti e lanciando acqua: “Bene, ho anche caldo!”, ha controbattuto. Il tutto è iniziato già alle ore 19, non appena il leader della Lega ha preso parola dal gazebo allestito sulla Domiziana.

Le urla dei cittadini hanno sovrastato la sua voce, tanto che ha dovuto interrompersi. Non ha mai fatto nulla per questa terra. Siamo orgogliosi di essere terroni”, dicono alcuni, mentre altri gli gridano: “Sciacallo”, “Non ti vogliamo” e “Odio la Lega!”. Alla fine, le forze dell’ordine sono dovute intervenire utilizzando anche i manganelli per allontanare i contestatori.