Salvini concede al Colle solo qualche limatura

Alessandro De Angelis

Più che la classica "perplessità" su questo o quel codicillo è lo spettro di una "crisi istituzionale" che si materializza al Colle attorno al decreto migranti. Perché tutti gli elementi portano alla conclusione che Salvini, proprio sul decreto, sta costruendo il contesto per una forzatura . Ha concesso qualche limatura, solo formale, su alcuni punti senza però mettere in discussione l'impianto complessivo. E al Quirinale non si esclude che Mattarella possa non firmarlo, come nelle sue prerogative, qualora dovessero rimanere evidenti profili di incostituzionalità. A quel punto si scatenerebbe l'inferno, con la presidenza della Repubblica trasformata nel grande bersaglio della crociata securitaria del ministro dell'Interno.

La forzatura è già nella scelta del "decreto" e non del disegno di legge, in nome della necessità e urgenza che non si capisce dove siano. E non si capisce perché, sulla stessa materia, non sia stata scelta la strada di un disegno di legge. E c'è un dettaglio che ha fatto scattare il warning nelle istituzioni più alte. E riguarda la "bozza" in discussione. Da che mondo è mondo è sempre accaduto che gli uffici del Viminale la mandavano al Quirinale, anche per un confronto preventivo. Stavolta è arrivata solo alla fine, dopo che già al Colle era stata mandata da altri uffici e non dal Viminale. Il dettaglio racconta di una scelta di drammatizzazione da parte del leader della Lega. L'ipotesi che il capo dello Stato possa non firmare è tutt'altro che remota, anche se il testo è cambiato in queste ore. Ma su dettagli (leggi qui Gabriella Cerami). E si presta a diversi rilievi di costituzionalità su parecchi punti: la revoca della cittadinanza italiana concessa agli stranieri per reati sempre più numerosi, la sospensione del processo di cittadinanza in casi fissati dal decreto, la restrizione dei permessi umanitari. Questioni su cui magari la formulazione giuridica è stata resa più accettabile ma che, nel loro impianto,...

Continua a leggere su HuffPost