Salvini: o si fanno le cose, o la parola torni al popolo

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Roma, 7 ago. (askanews) - Alla Lega "non interessa" qualche poltrona in più: "O si possono fare le cose o la parola torna al popolo". L'ha detto oggi il vicepremier Matteo Salvini parlando a Sabaudia, dopo una concitata giornata politica.

"L'ultima delle cose che ci interessano è avere qualche poltrona in più. Non ci interessa qualche poltrona o ministero in più", ha detto Salvini. "I sette ministri, le sette poltrone della Lega sono a disposizione degli italiani. Fare i ministri per il gusto di fare i ministri non ci interessa: o si possono fare le cose o la parola torna al popolo", ha continuato il ministro dell'Interno."Se occorre fare una scelta, bisogna fare in fretta", ha poi ancora aggiunto.

Per quanto riguarda il rapporto con l'alleato di governo Cinque stelle, Salvini ha avuto toni concilianti. "Non mi uscirà mai una parola negativa né su Luigi di Maio né su Giuseppe Conte", ha poi precisato Salvini. Tuttavia negli ultimi tempi qualcosa è cambiato: "Per 11 mesi abbiamo lavorato per fare leggi che interessano agli italiani. Negli ultimi due-tre mesi qualcosa si è rotto, quelli che erano i sì prima sono diventati dei no".

"O le cose si possono fare in fretta, in maniera efficace e veloce, o se si sta lì per scaldare le poltrone non fa per me", ha chiarito ancora il ministro dell'Interno. "Ci aspetta periodo tosto", ha spiegato, dopo aver citato l'Ue. "Per affrontare sfide importanti, o sei unito e compatto o ti fanno il mazzo: o riusciamo a fare 100 su 100 o scaldare la poltrona non ci interessa".

Per quanto riguarda il voto sulla Tav, sul quale la maggioranza giallo-verde si è spaccata, Salvini ha detto: "Qualcuno oggi votava sì al futuro, ai treni veloci. Chi sceglie la Lega sceglie il futuro".