Salvini offre la premiership a Di Maio

Giuseppe Alberto Falci

«Presidente, se si superano i problemi politici meglio riprovarci». Quando sono passate da poco le quattro del pomeriggio, Matteo Salvini guarda negli occhi il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e gli dice chiaramente che lui è disposto a tornare sui suoi passi, a riscrivere un contratto di governo dove i No diventino Sì, e a ridiscutere la squadra di governo. È l’ennesima giravolta di un Capitano che intende fermare il flirt tra il Pd e gli stellati. “Perché – assicura - l’Italia non può permettersi di perdere altro tempo, con un governo che litiga”. Salvini sa che in cuor suo Luigi Di Maio propenderebbe per un ritorno di fiamma con la Lega. È altrettanto consapevole che dentro la galassia grillina c’è una grossa fetta di parlamentari che non gradisce l’alleanza con “il partito di Bibbiano”. Ma è conscio del fatto che ormai “con Luigi non ci parliamo da giorni”.

E allora studia la contromossa. E per recupare il rapporto sarebbe tentato di tirar fuori dal cilindro una carta tenuta nascosta fin qui, ovvero offrire al ministro di Pomigliano D’Arco la premiership. Non è dato sapere se questa offerta sia stata veicolata all’alto Colle. Certo è che davanti al Capo dello Stato Salvini ha speso le stesse parole nei confronti di “Luigi” - lo chiama ancora così - che poi ha ripetuto davanti ai cronisti uscendo dalla Sala alla Vetrata: “Credo che Luigi abbia lavorato bene nell’interesse del Paese, agli insulti di altri preferisco non rispondere. Preferisco un governo che faccia che costruisca, che guardi avanti”.

 

 

Dalle parti leghiste, la via maestra non può non essere il giudizio degli italiani, ovvero il ritorno al voto. “È la nostra opzione numero uno”. Ma nell’entourage di Salvini la preoccupazione è che Di Maio e i Cinquestelle facciano l’accordo con “il partito di Bibbiano”. “Faremo di tutto pur di evitare Pd e Leu al governo”, confiderà a sera il segretario del Carroccio ad alcuni...

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