Salvini a Pontida: “Giornalista aggredito? Rispondo con il sorriso”

Salvini Pontida giornalista aggredito

Quello di Pontida 2019 sarà ricordato come il raduno del post-governo gialloverde, ma anche per le polemiche per la presenza sul palco di Greta, la bambina di Bibbiano, e per le aggressioni (fisiche e verbali) alla stampa. All’indomani della giornata sul “pratone” in provincia di Bergamo, il segretario della Lega Matteo Salvini “risponde con il sorriso e con dolcezza” a chi gli chiede un commento sull’episodio di violenza che ha visto protagonista il giornalista di Repubblica.

Salvini sul giornalista aggredito a Pontida

Matteo Salvini prova a smorzare i toni, dopo gli scontri di Pontida. Ospite a Mattino Cinque su Canale 5, l’ex vicepremier invita a “non essere acidi, anche perché la vita è così breve e bella per prendersela con qualcuno. Io agli avversari rispondo con un sorriso, con dolcezza e poi con il voto degli italiani”, continua invocando ancora una volta le elezioni anticipate chieste a gran voce già in Parlamento e durante i colloqui con il capo dello Stato al Quirinale.

Ma nonostante questo elogio della dolcezza, il leader leghista non rinuncia a contrattaccare, definendo Repubblica “un giornale che quotidianamente mi insulta, mi minaccia, mi diffama. Ma gli italiani sono molto più intelligenti di quanto un giornalista spocchioso e arrogante di sinistra li dipinga”.

Pontida, giornalista aggredito

Il protagonista dell’aggressione sul pratone di Pontida è Antonio Nasso, giornalista di Repubblica colpito da un militante del Carroccio mentre svolgeva il proprio lavoro di cronista. Altri militanti hanno rivolto insulti antisemiti a Gad Lerner, presente al raduno in qualità di editorialista per il quotidiano diretto da Mario Calabresi. La direzione di Repubblica, in un comunicato, ha espresso la propria vicinanza ai due giornalisti aggrediti, sottolineando che “nessuna intimidazione può fermare il diritto-dovere di informare e di raccontare. Al raduno leghista di Pontida è andata in scena l’ennesima dimostrazione di qual è la concezione di democrazia e di stampa libera diffusa tra dirigenti e militanti del partito guidato da Matteo Salvini”.