Salvini porta l'Italia sul barcone sovranista: decisivo il vertice con gli austriaci al Viminale

Angela Mauro
Italy's Interior Minister Matteo Salvini, his Austrian counterpart Herbert Kickl and Vice-Chancellor Heinz Christian Strache pose before the news conference at the Viminale in Rome, Italy, June 20, 2018. REUTERS/Stefano Rellandini

"Qui c'è, non il collega, ma l'amico Strache", lo introduce Matteo Salvini. "L'amico Matteo...", ricambierà poco dopo lui: Heinz Christian Strache, vice Cancelliere austriaco, leader del Partito della Libertà austriaco, forza politica che fu guidata da Jorg Haider (scomparso dieci anni fa) e che annovera tra le sue fila esponenti con simpatie neonaziste. Strache è a Roma, insieme al suo collega di partito e governo, il ministro degli Interni austriaco Herbet Kickl. Con Salvini al Viminale saldano quella che Kickl definisce "non solo alleanza dei volenterosi, ma dei fattivi: di coloro che fanno qualcosa in Europa sull'immigrazione". Salvini porta il governo gialloverde nell'internazionale sovranista, alla vigilia del delicato consiglio europeo di fine mese.

Il vero vertice si tiene lì, al Viminale nel pomeriggio. Solo dopo, il ministro dell'Interno andrà a Palazzo Chigi per fare il punto con il premier Giuseppe Conte e il vicepremier Luigi Di Maio sull'immigrazione, argomento centrale della campagna leghista e del vertice europeo del 28 giugno. Ma il vertice a Palazzo Chigi è un dettaglio in tutta la strategia a guida salviniana. Accogliendo i nazionalisti austriaci Strache e Kickl al Viminale, il leader leghista schiera l'Italia con i sovranisti e contro Angela Merkel ed Emmanuel Macron, annullando gli sforzi di Conte che, con i bilaterali dei giorni scorsi con la Cancelliera tedesca e con il presidente francese, aveva cercato di tenere la barra italiana allineata con le alleanze storiche.

Ora si cambia. E Conte non ha nulla da dire al riguardo, sembrerebbe dal vertice di governo a Palazzo Chigi. A meno di dieci giorni dal consiglio europeo, l'Unione è decisamente spaccata. Da un lato, i sovranisti di Visegrad (Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria) che domani si riuniscono alla 'corte' di Viktor Orban a Budapest: ci saranno anche gli austriaci. Lì affileranno le loro armi in vista del Consiglio europeo. Dall'altro, la guida storica tedesca...

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