Salvini porta in piazza il dolore a Bibbiano. Ma è un mezzo flop

Giuseppe Alberto Falci
Lega a Bibbiano

Ed eccoci a Bibbiano, piccolo paese della Val d’Enza, ormai erto a capoluogo del circuito mediatico salviniano. “Giù le mani dai bambini”, si legge in fondo a piazza della Repubblica dove è adibito il palco per il comizio del Capitano leghista nel penultimo giorno di questa muscolare campagna elettorale. Salvini versus Sardine. Salvini versus Stefano Bonaccini.

Quando manca ancora un’ora all’inizio dello show, la piazza è mezza vuota. E tale resterà. In questo paesone della via Emilia, circondato da vitigni e cantine che producono Lambrusco, il clima è quello dell’indifferenza nei confronti dell’ex ministro dell’Interno che ha voluto cavalcare l’inchiesta “Angeli e Demoni” sugli affidi illegittimi e sugli abusi di ufficio. Un signore tarchiato, bardato di cappello e sciarpa, che ricorda il celebre Catarella del commissario Montalbano, si tiene a debita distanza dal palco. E allora perché si trova qui? “Sono venuto solo a curiosare”, confessa a bassa voce. Per chi voterà? “Non voterò per nessuno, ma di certo non per questo signore che sta infangando la storia di questo Paese. È venuto qui a speculare su vicende personali. Al suo slogan rispondo così: Salvini, giù le mani da Bibbiano”.

Lega a Bibbiano

Di bibbianesi se ne vedono pochi in questa pezzo di strada dove in ogni angolo c’è qualcuno che mostra un cartello con su scritto: “Perché un bambino viene allontanato dalla famiglia per un disegno?”. Ad esempio, la signora che tiene in mano questo manifesto è arrivata fin qui da Brescia, è una militante di lungo corso del fu Carroccio, e non sa praticamente nulla della inchiesta giudiziaria. “Boh”, replica infastidita. Un’altra signora, il cui nome è Vanda, vive a Reggio Emilia, e ha sempre votato a sinistra. E ora? “E ora non lo sa, ma questo tipo di iniziative non mi piacciono. Preferisco quando Salvini parla d’altro, di partite Iva, piccole e medie e imprese, di sviluppo di Paese”. E allora per quale ragione si è...

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