Salvini resiste (per ora) sul Green pass. Trattativa sui tamponi gratis

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Matteo Salvini senator and leader of the Lega party visits a square set up with gazebos to collect the signatures for the referendum for the reform of the justice system, in Brescia, Italy, on July 16, 2021. (Photo by Stefano Nicoli/NurPhoto via Getty Images) (Photo: NurPhoto via Getty Images)
Matteo Salvini senator and leader of the Lega party visits a square set up with gazebos to collect the signatures for the referendum for the reform of the justice system, in Brescia, Italy, on July 16, 2021. (Photo by Stefano Nicoli/NurPhoto via Getty Images) (Photo: NurPhoto via Getty Images)

La Lega resiste e continua ad opporsi all’idea di importare anche in Italia un utilizzo del green pass alla francese. “Gli ospedali sono fortunatamente sotto controllo. Non vorrei imporre altra burocrazia e altri problemi a un Paese che ha voglia di correre e ripartire. Non complichiamo la vita agli italiani”, ha ribadito oggi Matteo Salvini a margine del comizio al gazebo per le firme della riforma della Giustizia a San Giovanni Lupato.

Poche ore prima, a ribadire la posizione del partito erano stati gli eurodeputati del carroccio che in una nota aveva sottolineato il loro “no a usi impropri del certificato Covid digitale Ue: un dispositivo nato esclusivamente al fine di agevolare la mobilità tra Stati Ue non si trasformi in uno strumento per discriminare, creare inutili restrizioni a persone e penalizzare attività commerciali e della ristorazione già fortemente colpite”.

Sul punto la Lega ha anche presentato una proposta di risoluzione al Parlamento europeo, a firma Susanna Ceccardi, nella quale si esorta gli Stati membri a scongiurare un utilizzo del green pass tale da “limitare le libertà fondamentali e l’esercizio degli atti più semplici delle vita quotidiana”. Si esorta inoltre la Commissione a vigilare affinché gli Stati “non richiedano il Certificato UE per l’accesso a servizi essenziali, com la ristorazione, e a valutare se eventuali pass sanitari nazionali rispettino il principio di non discriminazione”. Ma, soprattutto, si invita gli Stati a “farsi carico dei costi sostenuti dai cittadini per eseguire i tamponi”.

Quest’ultimo punto è da tenere in grande considerazione. La questione tamponi nelle prossime settimane potrebbe infatti diventare la chiave di volta per un possibile accordo interno alla maggioranza su un utilizzo più estensivo del green pass. Fonti interne alla Lega confermano infatti che un’eventuale accordo sull’offerta di tamponi gratuiti potrebbe far aprire una crepa nel muro alzato da Salvini. Il ragionamento è semplice: ad oggi molte persone sono ancora in attesa del proprio turno o di potersi prenotare. Per il carroccio non si può quindi scaricare sui cittadini il costo di un utilizzo più ampio del green pass. Se si dovesse invece decidere di offrire loro gratuitamente i tamponi, in modo da poter anche avere un controllo più diffusivo e capillare della circolazione del virus, a quel punto la Lega potrebbe sedersi al tavolo per discutere con la maggioranza su come utilizzare il certificato verde.

Resta da capire come rendere economicamente sostenibile l’offerta di tamponi gratuiti. Si potrebbe pensare ad una misura transitoria legata agli obiettivi del piano nazionale vaccini, e quindi limitata al raggiungimento dell’obiettivo di immunità di comunità previsto per la fine di settembre. Altro nodo da sciogliere riguarderebbe poi quelle persone che hanno liberamente deciso di non aderire alla campagna vaccinale, dal momento che l’offerta di tamponi gratuiti potrebbe per loro rappresentare un disincentivo alla vaccinazione.

Quanto al resto della maggioranza, il MoVimento 5 Stelle si trova paradossalmente su posizioni molto vicine alla Lega dal momento che anche per loro la questione prioritaria riguarda proprio l’offerta gratuita di tamponi. Un’apertura in questo senso potrebbe quindi trovare il pieno sostegno anche dei 5 Stelle.

Forza Italia apre invece al modello francese. Lo ha ribadito oggi la presidente del Gruppo al Senato, Anna Maria Bernini, senza farsi mancare una frecciatina nei confronti degli alleati della Lega: “Il Green Pass non è un intralcio burocratico alla libertà, semmai è la chiave per tenere aperta la porta della libertà scongiurando la quarta ondata di Covid. Nessuno è obbligato a vaccinarsi, ma chi lo fa ha il diritto di non essere sottoposto a ulteriori restrizioni a causa dei comportamenti altrui. La variante Delta si sta diffondendo soprattutto tra i giovani, e chi sostiene che vanno lasciati in pace finge di non capire che se loro non corrono gravi pericoli rischiano però di contagiare genitori e nonni; una spirale che va assolutamente prevenuta vaccinandoli, facendo tamponi a tappeto e attraverso un tracciamento capillare dei casi, finché i numeri lo consentono. Mentre in altri Paesi europei torna il coprifuoco, andare a caccia dei voti no vax, dunque, sarebbe irresponsabile e significherebbe non guardare all’interesse generale”.

Infine, su posizioni simili a quelle di Forza Italia troviamo PD e LeU. Viste le premesse, di certo il tema tamponi gratuiti e green pass è destinato a diventare caldo già a partire dalla prossima settimana.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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