Salvini a Roma contro Conte e la Raggi: “Chiedo il voto in primavera”

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Dal palco del teatro Italia a Roma Matteo Salvini non usa mezzi termini contro il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e la sindaca della capitale Virginia Raggi. Di fronte a circa 500 persone, il leader della Lega ha criticato soprattutto l’attuale gestione del comune di Roma, che a suo dire avrebbe bisogno di un primo cittadino onesto e capace. Proprio per questo motivo l’ex ministro dell’Interno ha inoltre invocato il ritorno alle urne non solo su scala nazionale, ma anche per le municipali capitoline: “Io chiederei che entro la primavera si possa votare a Roma, nel Lazio e in Italia”.

Salvini a Roma contro Conte e la Raggi

Parlando dell’amministrazione Raggi, Salvini ha auspicato come Roma possa avere al più presto un nuovo sindaco proveniente dalla coalizione di centrodestra, magari proprio dalla Lega: “Io sono di coccio, mi piacciono le sfide difficili. Perché uno della Lega? Perché li avete provati tutti. […] Questo è l’inizio di un percorso che dura al massimo un anno e mezzo”. La convention si era aperta questo pomeriggio proprio con l’annuncio delle oltre 100mila firme raccolte per costringere alle dimissioni Virginia Raggi.

Il leader leghista ha poi aggiunto al suo discorso: “Roma non ha bisogno di eccezionalità ma uno straordinario bisogno di normalità, di uomini e donne che amano città”, ironizzando inoltre sulle condizioni in cui versano numerose strade romane, vittime dell’annoso problema delle buche: “Se viene a Roma Greta scompare in una buca stradale”.

Le parole contro Giuseppe Conte

Nel corso del suo intervento, Salvini non risparmia parole dure nemmeno per il Premier Conte, che nella giornata del 28 ottobre ha annunciato di voler querelare l’ex ministro in merito alla polemica intorno al caso del fondo salva-stati: “C’è un momentaneo presidente del consiglio che mi ha detto che mi querela. Io gli dico che deve mettersi in fila e prendere il bigliettino. Prima c’è Carola, poi Ilaria Cucchi”.

Salvini ha in seguito puntato il dito contro Conte accusandolo di essere arrogante e paragonandolo al personaggio del Marchese del Grillo: “Occorre umiltà. Mi ricorda ‘io sono io e voi non siete un cazzo’. Non vedo l’ora di trovarmi in tribunale per vedere chi ha difeso e chi ha tradito gli interessi del popolo”.