"Salvini sbaglia, il nazionalismo fa perdere", dice Umberto Bossi

"La gente si chiede: la Lega fa ancora gli interessi del Nord, sì o no? Basta fare due conti. Più della metà degli elettori italiani vive sopra il Po. Se perdiamo questi, è finita". È l'analisi di Umberto Bossi, fondatore, segretario e adesso presidente onorario della Lega, a suo tempo del Nord e oggi nazionalista. E a questo proposito, Bossi - in una intervista a La Repubblica - sostiene che "con la linea nazionalista neanche in Emilia c'era da pensare di vincere".

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Intanto perché "Bonaccini è stato bravo ad agganciarsi per tempo al treno di Lombardia e Veneto, con il progetto del regionalismo differenziato" e poi perché "la Lega nazionalista invece gli ha concesso uno spazio che doveva essere il suo".  

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Il fondatore della Lega Nord ritiene che "il popolo emiliano vuole raggiungere il traguardo dell'autonomia, sul modello di Zaia e Fontana" e quell'obiettivo "era la prima cosa da offrirgli", altro che prima gli italiani: "Per quello basta e avanza la destra nazionalista". Quindi una cosa è chiara, per Bossi, dopo il voto emiliano del 26 gennaio: "Se trasferisci la Lega al Sud, poi diventa più difficile chiedere il voto alla Lombardia, al Veneto e all'Emilia".

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La priorità, per il fondatore della Lega, è pertanto continuare a "batterci per l'autonomia", e per riuscire a raggiungerla, prosegue, "l'esperienza insegna che serve mantenere anche buoni rapporti con la sinistra, più sensibile della destra a questo tema" perché "in Europa è la sinistra che ha concesso spazi all'autonomia". E "se avvenuto in Catalogna", perché non può accadere anche "in Lombardia?", si chiede l'anziano leader.

Che aggiunge: " E poi nell'Italia meridionale l'elettorato si divide per clientele, come facciamo a credere che la Lega nazionalista diventi primo partito del Sud?". "È stato un errore provarci" è io suo giudizio conclusivo. Secondo Bossi, infatti, "le ultime elezioni ci dicono che la strategia di andare al Sud è entrata in crisi. Torniamo indietro fin che siamo in tempo. Sono convinto che l'autonomia è una meta che raggiungeremo, per questo tengo duro" perché "ora si apre di nuovo la partita dell'autonomia". 

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