Salvini seduto sul fiume. "Chiara parabola Conte, lo stanno mollando"

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(Photo: DIRK WAEM via Getty Images)
(Photo: DIRK WAEM via Getty Images)

Mattina a Bruxelles per ribadire la posizione della Lega in Europa nel campo sovranista. Pomeriggio a Roma dove “il clima è frizzantino” e il Governo traballa. Matteo Salvini guarda ai due fronti, convinto che a Palazzo Chigi possano esserci novità positive per la Lega a breve.

“Al premier non mancheranno le cose da chiarire su tanti fronti e non lo invidio” sottolinea Salvini in conferenza stampa, aggiungendo che è chiara “la parabola Conte” nel momento in cui “i primi a mollarlo sono quelli che gli stanno vicino”. “Non vediamo il terzo governo inventato nottetempo a tavolino” ha detto il segretario federale della Lega, “dopo questo governo ci sono le elezioni”. Che Salvini auspica possano tenersi in primavera, dopo la spallata in Emilia Romagna e Calabria che “qualche campanello a Roma lo farà suonare”, con un election day politiche/regionali.

Salvini si allinea ai 5 stelle sulla richiesta di modifica del trattato di ratifica del Mes, di cui si è lungamente discusso ieri in Parlamento. “Noi non abbiamo cambiato posizione rispetto a sette anni fa. Eravamo contro allora. Siamo contro le modifiche oggi. Dal nostro punto di vista non è emendabile. È da bloccare, punto” afferma il leader leghista, accusato da Luigi Di Maio di condurre una “sporca campagna mediatica” e da Giuseppe Conte di diffondere notizie “false e allarmistiche”.

La Lega, aggiunge poi Salvini, si mantiene saldamente nel campo sovranista. “La nostra collocazione rimane coerentemente per un’Europa diversa, più vicina al lavoro e alla crescita umana economica e sociale dei popoli, delle donne e degli uomini. Stiamo contaminando con le nostre proposte i cambiamento le altre famiglie politiche. Ma noi stiamo bene dove stiamo” ha detto in conferenza stampa al Parlamento europeo, ribadendo l’alleanza con i francesi di RN, guidati da Marine Le Pen.

Al Parlamento europeo “non è sano parlare di cordone sanitario. È sovietico. Ritenere che decine di milioni di cittadini europei che hanno espresso liberamente il proprio voto siano degli appestati che vanno isolati sanitariamente è quanto di meno democratico c’è sulla faccia della terra” ha poi aggiunto in merito al blocco imposto al suo schieramento da ogni incarico europeo. Secondo Salvini parlare di cordone sanitario ”è di una volgarità, di una violenza, di un odio e di una supponenza imbarazzanti. Mi vergognerei se qualcuno nel mio gruppo avesse parlato di cordone sanitario. Dovrebbe essere curato qualcuno che parla di cordone sanitario”, ha concluso Salvini, tra gli applausi dei deputati europei della Lega.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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