Salvini, selfie col figlio del boss campano: l’Antimafia chiede chiarimenti

Il selfie poi rimosso dalla pagina Facebook di Matrone

E' finito in queste ore al centro delle polemiche il selfie che ritrae l'ex minisitro dell'Interno Matteo Salvini con il figlio di un noto boss della camorra campana. Si tratta di Michele Matrone, figlio di Antonio Matrone detto Franchino "'a belva", boss di Scafati (Salerno) condannato all’ergastolo nel 2009 e inserito nella lista dei super latitanti più pericolosi d’Italia prima del suo arresto.

La foto, pubblicata e poi rimossa sul profilo Facebook di Matrone, è stata ripresa dal quotidiano locale Metropolis, scatenando l'indignazione dei Cinquestelle Andrea Caso e Francesco Urraro, membri campani della Commissione parlamentare Antimafia.

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"Siamo rimasti allibiti per la foto rilanciata oggi da alcuni quotidiani e siti napoletani - dichiarano i due con la portavoce Virginia Villani della Commissione Lavoro alla Camera - che ritrae Matteo Salvini con il figlio di un notissimo boss della camorra salernitana. Sarebbe stato il giovane a postare lo scatto, accompagnato dalla scritta: "Un caffè insieme al mio caro amico Matteo". Il ministro del "più selfie per tutti" ci ha abituati in 14 mesi ad ogni tipo di foto, ballo ed esibizione canora, ma, se la politica balneare al Papeete poteva farci pure sorridere, qui invece c'è da piangere perché getta ombre su una persona che è stata ministro dell'Interno fino al giuramento del nuovo Esecutivo. Per questo motivo chiediamo pubblicamente a Salvini di chiarire al più presto la sua posizione, meglio ancora se lo facesse in Commissione Antimafia"

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"Il segretario della Lega - continuano - ci dica se la foto è stata scattata quando era ministro, se è davvero amico di Michele Matrone ed i suoi rapporti con lo stesso. Poco conta dove è stata fatta, scandalizzano certi comportamenti da parte di chi aveva il compito di contrastare la criminalità organizzata. Certe foto non sono solo passaggi per i social network, come un cittadino onesto potrebbe pensare. No, al Sud certe foto sono molto di più, sono lette talvolta dalle sigle mafiose locali come l'apertura di uomini dello Stato a poteri antistatali. Specie quando la Lega è al governo della città, come in provincia di Salerno, a Scafati (comune sciolto per camorra nel 2017), dove il clan Matrone è stato protagonista di loschi rapporti tra politica e camorra. Adesso c'è il rischio che questo selfie possa essere interpretato come un pericoloso messaggio e noi non possiamo assolutamente consentire che la questione passi in secondo piano. Salvini chiarisca subito".

La replica di Salvini

Non si è fatta attendere la replica dell'ex ministro dell'Interno Matteo Salvini, che all'agenzia Agi ha dichiarato: "Faccio migliaia di foto ogni giorno, non chiedo la carta d'identità a chi mi ferma per strada".

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