Salvini si appella a Sergio Mattarella: “Il governo è pericoloso”

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Matteo Salvini si trova ad Ancona e approfitta della situazione e delle domande dei giornalisti per appellarsi al Capo dello Stato Sergio Mattarella: “Il governo è pericoloso“, ha avvertito il leghista. Nella Manovra, ha poi spiegato, ci saranno “sette miliardi di nuove tasse, più burocrazia, più sbarchi e un po’ di manette a caso”. “Il Quirinale che cosa ne pensa?” ha concluso. Mentre in Aula inizia la discussione che dovrebbe portare in serata all’approvazione della Manovra, infatti, l’ex ministro degli Interni torna a sparare contro l’esecutivo giallo-rosso. Vediamo che cosa ha detto contro il governo Pd-M5s.

Salvini avverte: “Il governo è pericoloso”

“Io mi domando se sul Colle più alto (il Quirinale ndr.) sembra normale che il Parlamento e il popolo siano totalmente impediti dal dire, fare, lavorare, suggerire, proporre, emendare”. Sono le parole di Matteo Salvini che durante un comizio in Piazza Plebiscito ad Ancona ha avvertito: “È un governo pericoloso, composto da incapaci pericolosi che la democrazia non sanno dove sta di casa”. L’attuale legge di Bilancio, ha aggiunto il leader della Lega prevede “sette miliardi di nuove tasse, certificate dalla Corte dei Conti, più burocrazia, più sbarchi e un po’ di manette a caso”. Inoltre, Salvini scende a muso duro contro l’esecutivo giallo-rosso, che ritiene “sia il peggior governo degli ultimi anni“. Pd e M5s, dunque, “stanno riuscendo a superare in peggio anche il governo Monti e pensavo che sarebbe stato difficile farlo”.

Il comizio ad Ancona

Da Piazza Plebiscito il leader leghista invita a “chiedere regole, ordine, disciplina, rispetto per il prossimo“, ovvero quello che ritiene essere “buona creanza” e non “fascismo”. Il riferimento è chiaramente al movimento delle Sardine, che scendono in piazza “contro”. “Qui non ci sono fascisti – ha proseguito il Capitano -, ci sono italiani orgogliosi di essere italiani, molto semplicemente. Orgogliosi della nostra storia, del nostro lavoro, della nostra tradizione”. Infine, in vista dell’avvicinarsi del Natale conclude dicendo: “Noi chiediamo a Gesù Bambino che gli italiani possano tornare a votare liberamente e democraticamente per eleggere un parlamento vero e serio“.