Salvini sotto il solleone di Montecitorio, e Giorgetti lo 'contesta'

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''Dai, che volete, è agosto, c'è il sole...''. Matteo Salvini è in una piazza Montecitorio arroventata dal sole agostano, dove ha convocato tutti i suoi deputati per una conferenza stampa on the road. Davanti all'ingresso principale della Camera, chiuso per ferie, il 'Capitano' (in giacca senza cravatta, pantaloni sportivi e sneakers), indica alle telecamere dove mettersi e con una battuta sfida fotografi, cameramen e cronisti sudati e sfatti per il caldo asfissiante.  

Si superano abbondantemente i 30 gradi, molti parlamentari leghisti, appena usciti dall'aria condizionata della saletta dei gruppi dove hanno ascoltato il loro leader parlare di voto anticipato come ''unica strada'' per uscire dalla tenaglia M5S-Pd, prima applaudono il 'segretario' e si mettono in posa per una 'foto di famiglia' ma poi non resistono e si levano la giacca.  

Il primo è Giancarlo Giorgetti, che scherza con i giornalisti: ''Cavolo, ora scrivete che sono contro Salvini: ha convocato una conferenza stampa a 45 gradi, invece di farla all'aria condizionata...''. Il groviglio di taccuini e telecamere inghiotte Salvini, le guardie del corpo lo attendono ai bordi della piazza. Dopo le dichiarazioni, durate una ventina di minuti, i deputati leghisti, provati, si allontanano e corrono a cercare refrigerio da qualche parte.