Salvini trionfa, bacia il rosario e ringrazia la Madonna. Non vuole poltrone ma l'agenda di governo la detta lui

Gabriella Cerami

A mezzanotte e mezzo, quando la Lega sfonda il muro del 33%, dalla finestra del primo piano di via Bellerio compare una statuetta di Alberto da Giussano, simbolo del Carroccio, e un uovo di Pasqua del Milan. Sullo sfondo c’è sorridente il sottosegretario Giancarlo Giorgetti. La festa nella sede storica del Carroccio, alla periferia di Milano, è appena iniziata: “Siamo il primo partito in Italia e il primo partito sovranista dell’Europa occidentale”.

Lo stato maggiore del Carroccio esulta, mangia e brinda, riunito nell’ufficio di Matteo Salvini, il quale poco dopo si presenta davanti alle telecamere, con un rosario in mano e come colui che adesso è l’azionista di maggioranza del governo, che detta l’agenda e i temi perché “così vogliono gli elettori”. Nei fatti la Lega vuol tenere sotto ricatto il Movimento 5 Stelle uscito a pezzi da queste elezioni Europee anche se il vicepremier leghista sottolinea che non vuole utilizzare questi voti “per un regolamento di conti interno in Italia”, dunque, niente rimpasto e “non chiederò mezza poltrona in più”. Parole di miele che servono a non far saltare i nervi ai 5Stelle e frenare chi, nel mondo pentastellato, vorrebbe chiudere l’esperienza gialloverde. Se poi Luigi Di Maio si metterà di traverso su temi come sicurezza, flat tax, per non parlare della Tav, sarà lui a prendersi la responsabilità di far cadere il governo. È questo il ragionamento che prevale nelle stanze di via Bellerio in queste ore.

Inevitabilmente infatti la Lega vuole andare all’incasso, non solo scegliendo il commissario europeo ma facendo pesare anche i voti ottenuti. Un 33%, contro un Movimento 5 Stelle sotto il 20%, arriverà sul tavolo del governo con tutta la sua forza. Intanto si limita a dire che la Lega chiede “solo un’accelerazione nella realizzazione del contratto di governo”. Ma i temi divisivi metteranno nelle prossime settimane la tenuta dell’esecutivo a dura prova e Salvini, forte dei numeri,...

Continua a leggere su HuffPost