Salvini va in Vaticano con un occhio alle comunali. Il pretesto dell'Afghanistan

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ROME, ITALY - AUGUST 5: The leader of the Lega party Matteo Salvini, takes part in an election rally for the Rome mayoral elections at largo Appio Claudio, Municipio VII, to present the Lega political party proposals for restoring pride to the capital on August 5, 2021 in Rome, Italy. The mayoral elections in Italy's major cities including Rome, Milan, Turin and Naples - previously due to be held between 15 April and 15 June will be held between 15 September and 15 October, according to a decree approved by the cabinet due to the Coronavirus pandemic. (Photo by Stefano Montesi - Corbis/Corbis via Getty Images) (Photo: Stefano Montesi - Corbis via Getty Images)
ROME, ITALY - AUGUST 5: The leader of the Lega party Matteo Salvini, takes part in an election rally for the Rome mayoral elections at largo Appio Claudio, Municipio VII, to present the Lega political party proposals for restoring pride to the capital on August 5, 2021 in Rome, Italy. The mayoral elections in Italy's major cities including Rome, Milan, Turin and Naples - previously due to be held between 15 April and 15 June will be held between 15 September and 15 October, according to a decree approved by the cabinet due to the Coronavirus pandemic. (Photo by Stefano Montesi - Corbis/Corbis via Getty Images) (Photo: Stefano Montesi - Corbis via Getty Images)

Un incontro annunciato nei tempi e nei contenuti dal leader Lega, Matteo Salvini. Prima che accadesse un crescendo rossiniano di dettagli sulle agenzie di stampa, sui giornali ed in almeno due interviste. Un incontro che è iniziato oggi pomeriggio alle 17 e che è durato 40 minuti. E di cui sempre Salvini ha fornito i dettagli. “E’ stato lungo e cordiale in cui abbiamo parlato di tanti temi, non solo dell’Afghanistan”. Una sottolineatura che a Salvini evidentemente sta a cuore, visto che da fonti vaticane, ieri era stato precisato subito, sia pure off the record e con una certa freddezza, che l’ incontro era stato richiesto. Richiesto da Salvini e come prassi concesso dal Segretario per i Rapporti con gli Stati, Paul Richard Gallagher, ai parlamentari che ne fanno domanda, con un tema di confronto che doveva essere ben delineato e delimitato all’ Afghanistan, hanno sottolineato le stesse fonti.

Sull’ Afghanistan del resto Salvini si è impegnato in una specie di sua personale iniziativa diplomatica in patria, che ha inseguito quella del ministro degli Esteri Di Maio, andando a pranzo con l’ ambasciatore pakistano e con l’ambasciatore di Pechino, spingendo per evitare un riconoscimento formale dei talebani.
Naturalmente dal punto di vista vaticano, parlare di Afghanistan vuol dire soprattutto parlare di profughi, visto che la Santa Sede o non ha neppure una nunziatura sul posto, e quindi il problema del riconoscimento non si pone. Sui corridoi umanitari, il leader della Lega si sarebbe detto favorevole, cambiando la sua opinione al riguardo, ma precisando che l’apertura sull’accoglienza, si può offrire solo se si traduce in integrazione, in partecipazione alla vita della comunità che li ospita non come accade a Milano dove le donne immigrate rimangono in casa e i bambini non vanno a scuola. Si sarebbe parlato anche di Siria e Libano.

All’incontro in ogni caso da parte vaticana hanno presenziato come testimoni anche due sacerdoti, di cui uno esperto in Medioriente. Si sarebbe parlato anche di intelligence, un argomento che sembra tenere banco negli ultimi tempi. Il leader della Lega avrebbe raccontato al segretario per i rapporti con gli Stati la sua esperienza quando era ministro degli Interni, ma Gallagher avrebbe risposto con una battuta: “Per la Chiesa i migliori servizi di intelligence sono i preti che vivono sul territorio e lo conoscono”. In ogni caso Salvini ha rappresentato a Gallagher anche la situazione di degrado tra spaccio e criminalità di Tor Bella Monaca, una borgata alla periferia di Roma, visitata oggi.

Salvini non ha visto invece il segretario di Stato Pietro Parolin e non ha visto il Papa che non l’ha voluto mai incontrare nemmeno quando era ministro dell’ Interno, delegando l’allora sostituto Angelo Becciu anche il giorno della festa di San Michele Arcangelo, protettore della Polizia italiana e della Gendarmeria Vaticano. In una giornata partita sgangherata per Salvini con lo scivolone sui vaccini che provocano le varianti, continuata al Senato per chiedere un intervento occidentale in Afghanistan (ancora? di chi?), prima che il governo talebano si consolidi, a meno di un mese dalle elezioni comunali che si terranno il 3 ottobre, in cui “il cappotto del centrosinistra”, auspica Salvini, non ci sarà, il capo leghista non porta a casa neppure un soprabito cucito presso la Terza Loggia, sede della segreteria di Stato vaticana.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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