Aria di crisi, Salvini un'ora da Conte

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Aria di crisi nell'esecutivo. Dopo che in mattinata era circolata, tra le ipotesi in ballo, quella di ritirare dal governo i ministri leghisti, il Carroccio fa sapere che, in merito a indiscrezioni stampa, la Lega smentisce che Matteo Salvini stia valutando questa ipotesi. Uno scenario emerso dopo le parole del vicepremier dal palco di Sabaudia, dove era stato lo stesso Salvini a dire sibillino che "i ministri della Lega sono a disposizione". Intanto - mentre Salvini è stato a colloquio per più di un'ora da Conte per poi lasciare il Parlamento, Di Maio è tornato e ha poi lasciato il suo ufficio di Palazzo Chigi, il presidente della Camera Roberto Fico è stato ricevuto al Colle e la presidente del Senato Elisabetta Casellati è in contatto con Mattarella -, la Lega sottolinea in una nota che "ogni giorno che passa è un giorno perso: per noi l’unica alternativa a questo governo è ridare la parola agli italiani con nuove elezioni". E dice no ad ogni idea di esecutivo tecnico, sottolineano fonti di governo del Carroccio. "Mai chiesto né chiederemo poltrone, lontani da qualsiasi ipotesi di rimpasto di governo" si legge ancora. Di fronte ai "no" e ai "litigi quotidiani", "ogni giorno che passa è un giorno perso". 

"E' una giornata difficile? Stiamo lavorando per il Paese, io sono tranquillo", le parole di Luigi Di Maio lasciando palazzo Chigi. Sulla eventuale parlamentarizzazione della crisi ha aggiunto: "Non ci sono se, quello che posso dire è che stiamo lavorando per il Paese. Io sono tranquillo, vi auguro buon lavoro e buona giornata. Vi ringrazio per il lavoro, so che vi stiamo rovinando qualche giorno di ferie", ha proseguito. Di Maio, uscito da Palazzo Chigi per la festa dei 25 anni del fratello, ha concluso: "Ci sono tutti i colloqui in corso che servono, Palazzo Chigi è pagato per lavorare per gli italiani". 

CONTE AL COLLE - In mattinata c'è stato un incontro tra Mattarella e Conte. Un faccia a faccia interlocutorio tra il presidente della Repubblica e quello del Consiglio: si è svolto un esame della situazione, dopo l'accelerazione impressa dal vicepremier Salvini, senza approfondire particolari ipotesi. 

Solo quando lo scenario dovesse risultare più chiaro, fino ad arrivare ad una concreta ed estrema prospettiva di crisi di governo, si inizierebbe a ragionare sulle possibili soluzioni da mettere in campo. E in questo momento l'attesa sarebbe per le decisioni di Salvini perché dalle sue scelte, a cascata, deriverebbero quelle degli altri attori in campo. Per ora, a parte la dura nota diffusa dalla Lega, il ministro dell'Interno rimane in silenzio e non trova conferme la possibilità di una sua salita al Colle. 

RIMPASTO - Così, se un eventuale rimpasto, escluso comunque dal Carroccio, potrebbe portare ad una crisi lampo (in ogni caso con un passaggio parlamentare, magari con il rinvio alle Camere di Conte), con una crisi vera e propria si aprirebbe il normale iter che fa seguito alle dimissioni del presidente del Consiglio: un inedito nella storia repubblicana alla vigilia di ferragosto. 

Si riproporrebbe così la stessa situazione di poco più di un anno fa all'indomani delle elezioni: Mattarella, cioè, attraverso la consultazioni con le forze politiche, verificherebbe se il Parlamento è in grado di esprimere una maggioranza per sostenere un governo, considerando che nessuno dei tre poli è in grado da solo di dar vita ad un esecutivo. Solo se ogni tentativo risultasse vano potrebbe aprirsi la strada delle elezioni.  

LEGGE BILANCIO - Senza dimenticare però l'esigenza di garantire la salvaguardia dei conti pubblici, legata alla necessità di approvare la legge di Bilancio, evitando così l'esercizio provvisorio e l'aumento dell'Iva, frutto degli impegni assunti negli anni passati con l'Unione europea con le cosiddette clausole di salvaguardia.