Salvini vede Conte a Palazzo Chigi. Il dilemma: elezioni o rimpasto?

giovanni lamberti

Anche i colonnelli della Lega sono in attesa delle prossime azioni di Matteo Salvini. Il vicepremier è stato a palazzo Chigi per incontrare il premier Giuseppe Conte, partendo subito dopo con direzione Sabaudia per un comizio. Si attende dunque di capire l'evolversi della situazione dopo lo strappo di questa mattina sulla Tav.

La consapevolezza tra gli 'ex lumbard' è che la strada di una crisi 'extra-parlamentare' sia impervia, che eventualmente Conte - ieri avrebbe incontrato il presidente della Repubblica Mattarella, secondo quanto riferiscono fonti parlamentari della maggioranza per un colloquio prima della pausa estiva - possa chiedere di formalizzare in Parlamento l'apertura di una nuova fase, anche se nel governo nei giorni scorsi si è fatto notare come un voto di fiducia già c'è stato sul dl sicurezza bis e che le mozioni odierne non impegnavano l'esecutivo.

"Ed è difficile che si possano riaprire le Camere ad agosto...", spiega un 'big' della Lega. In realtà fino al 20 ottobre è ancora possibile il voto, viene fatto rilevare da fonti parlamentari interne al Carroccio, e comunque il Capo dello Stato potrebbe non richiedere un passaggio parlamentare in caso di crisi pilotata. Al momento agli atti c'è la richiesta della Lega di un segnale di discontinuità, la richiesta di un chiarimento, la premessa che la mozione del Movimento 5 stelle sulla Tav abbia aperto "una questione politica" con gli alleati e che "ci saranno conseguenze".

Le ipotesi sul tavolo al momento 

Ma quali saranno queste conseguenze non è ancora chiaro. Una ipotesi sul tavolo dei leghisti è quello di un riequilibrio delle forze, ma nessuno si azzarda a parlare apertamente di un Conte bis anche se sarebbe questo il 'piano B'. Dovrà essere appunto il ministro dell'Interno ad esporsi e l'incontro in corso nella sede del governo sarà decisivo. "Noi non facciamo questioni di poltrone ma di riforme e opere pubbliche da sbloccare", dice un big del partito. Di sicuro gli ex lumbard, di fronte alla rottura del patto di governo, chiederebbero le elezioni anticipate e non avallerebbero operazioni di palazzo. Non si prevedono di fatto ulteriori strade, né esecutivi per varare la legge elettorale. Ma c'è una legge di bilancio da approntare che resta il 'faro' dei vertici istituzionali. Nella chat dei dirigenti leghisti laziali si è fatto solo sapere che questa sera a Sabaudia il ministro dell'Interno rilancerà delle novità. Da qui l'invito a "venire numerosi". 

"Di fatto oggi si è aperta la crisi", continuano a dire alcuni dirigenti leghisti. Non si esclude nel partito di via Bellerio una campagna elettorale sotto l'ombrellone ma in realtà una ridefinizione della squadra di governo ad agosto viene interpretata come la via meno traumatica per cercare di ripartire, osserva una fonte parlamentare. Il 'timing' della risposta che M5s dovrebbe fornire - stando alle stesse fonti - sarebbe quello subito dopo Ferragosto ma ogni scenario resta possibile. Il clima di tensione è comunque avvertito all'interno del Movimento 5 stelle. Si è tenuta una riunione dei senatori in cui dovrebbero essere state poste le firme su un documento da consegnare al capo politico pentastellato che stasera presenzierà sempre a palazzo Madama una assemblea congiunta dei parlamentari.

Al momento non ci sarebbero stati contatti tra Di Maio e Salvini. Il responsabile del Viminale oggi non si è soffermato con i cronisti, dopo il voto sulle mozioni ha fatto un passaggio a palazzo Giustiniani ed è poi ripartito. Annullando nel pomeriggio una tappa già in programma. Luigi Di Maio in ogni caso - spiegano fonti parlamentari M5s - resterà fermo, non parlerà della tenuta del governo con i suoi. Aspetta le mosse di Salvini, vuole che sia lui a dire chiaramente cosa vuole fare.

L'incontro tra Conte e Mattarella

Ma l'affondo del vicepremier che potrebbe arrivare in serata potrebbe appunto scontrarsi con la tesi del premier Conte - enunciata in diverse occasioni - sulla necessità che qualsiasi cambiamento di rotta avvenga alla luce del sole. In modo trasparente. Ovvero nelle Aule parlamentari e non in luoghi al di fuori delle Camere. Altra cosa è la richiesta di un rimpasto. In diverse circostanze Conte, pur difendendo i suoi ministri, ha spiegato di essere disponibile a parlarne, qualora il dossier arrivasse sul suo tavolo. Fonti parlamentari della maggioranza riferiscono che i contatti tra il Colle e palazzo Chigi sono costanti.

E che c'è stato un incontro anche ieri tra Conte e il presidente della Repubblica Mattarella, in vista della pausa estiva dei lavori parlamentari. Sul tavolo - riferiscono le stesse fonti parlamentari - anche il tema della decretazione d'urgenza. Gli ultimi provvedimenti dell'esecutivo sono stati licenziati con la formula del 'salvo-intese'. Un modus operandi dovuto alle fibrillazioni all'interno della maggioranza. Dalla riforma della giustizia ai decreti legge approvati ieri nel Consiglio dei ministri. Ma fino a ieri il clima non sembrava portasse tempesta. Ora occorrerà capire però quale sarà il punto di caduta della mossa della Lega. E se il rimpasto potrebbe essere una strada per ricomporre il quadro, considerato che anche nei Cinque stelle l'argomento non è un tabù. "Serve un cambio di passo altrimenti ci sono le elezioni anticipate", il 'refrain' degli 'ex lumbard'.