Salvini vede Orban e Morawiecki e pensa a primo gruppo europeo: "Noi il rinascimento"

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"Sei il nostro eroe". Dopo essersi appuntato una nuova medaglia sul petto per la difesa dei confini europei (per quanto fatto da ministro dell'Interno) offerta dal padrone di casa, Viktor Orban, Matteo Salvini guarda al futuro. Cercando sponde in Europa, per contare a Bruxelles, preso atto della 'marginalità' di Identità e democrazia, su cui non si allenta il cordone sanitario degli europeisti, di popolari e socialisti.

Il bilaterale di Budapest, di quasi un'ora e mezza, con il premier magiaro, leader di Fidesz, orfano di gruppo in Ue, e con il premier polacco Mateusz Morawiecki, membro di Diritto e Giustizia, accasato con la Meloni in Ecr, viene etichettato dai tre come il battesimo del 'rinascimento europeo'. Salvini non nasconde la sua ambizione: "Per ora siamo in tre, ma vogliamo diventare il primo gruppo".

Le carte, per ovvie ragioni, non sono tutte in chiaro. Si parla di "un percorso comune, che comincia oggi e che andrà avanti in diverse capitali allargando il gruppo". "Noi - scandisce proprio Salvini - proponiamo come nucleo fondante e storico qualcosa di alternativo alla sinistra, e non ci poniamo limiti, l'obiettivo è essere i primi come rappresentanza in Europa".

Resta il nodo del rapporto con i 'cugini' di Ecr, i conservatori europei con a capo Giorgia Meloni. Che anche oggi, come fatto puntualmente ogni volta che Salvini prova a flirtare con pezzi del gruppo - oggi con i polacchi - ricorda che il gruppo è saldo. "Il dialogo tra forze critiche con il mainstream di Bruxelles costituisce un fattore positivo", spiegano fonti di Fdi, aggiungendo poi che questo dialogo alternativo all'establishment: "E' il lavoro quotidiano che fa Ecr la cui continuità non è ovviamente stata messa in discussione dall'incontro di oggi".

Fonti leghiste sottolineano come però "l'obiettivo è essere inclusivi, e che oggi si è parlato di contenuti e temi". Poi il resto - leggi l'intesa tra forze europee accomunate dalle idee, per ora in gruppi diversi - "non sarà un problema" insormontabile.

Salvini si prende la scena: ricorda a chi lo ascolta di essere 'leader del primo partito italiano', declina in terra magiara i temi che sono il mantra anche a casa: "Salute, lavoro, famiglia, sicurezza, benessere e libertà". E' un percorso di costruzione - spiega Salvini - . La libertà deve valere sempre e comunque", aggiunge: "Non ci può essere un organismo che dà patenti di democrazia e libertà", dice poi punzecchiando chi accusa i sovranisti.