Salvini, Vespa spiega cosa potrebbe accadere in caso di crisi

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Negli ultimi tempi, il governo giallo-verde è stato caratterizzato da forti tensioni che hanno spinto a pensare ad una crisi di governo imminente. Tutti smentiscono e proseguono a suon di “Si va avanti”, ma molti si domandano cosa potrebbe succedere se tutto ciò accadesse e soprattutto, chi rimarrebbe per la gestione dell’ordinaria amministrazione?. A rispondere è Bruno Vespa, che spiega a Il Giorno: “La tradizione vuole che sia il governo uscente ad assumersi questo compito. Qualcuno dice che sarebbe disdicevole far restare in carico il frutto di una maggioranza frantumata. Ma quando si va a elezioni anticipate è perché si frantuma la maggioranza, altrimenti non si aprirebbe la crisi“.

Salvini, il piano di Mattarella

Ciò che Bruno Vespa spiega è che nella nostra storia, in caso di crisi, non c’è mai stato un “governo del Presidente”. “Chi ventila questa ipotesi – prosegue – ritiene che al Quirinale non si veda di buon occhio la permanenza al Viminale in campagna elettorale dell’eventuale protagonista della crisi, in questo caso Matteo Salvini. Il ministro dell’Interno è il garante della correttezza del voto e qualcuno immagina che uno dei concorrenti non possa fare anche l’arbitro“. Come si comporterebbe dunque Mattarella in un situazione di questo tipo? “Ipotesi scivolosa – continua Vespa – che sarebbe valutata con estrema prudenza da un campione dell’equilibrio come Sergio Mattarella“. Insomma, per il conduttore di Porta a Porta, Matteo Salvini dovrebbe stare molto attento. In caso di crisi, infatti, potrebbe essere costretto ad un passo indietro per volere del Colle.