Saman Abbas, il padre davanti al giudice in Pakistan: "Mia figlia è viva"

Saman Abbas, il padre davanti al giudice in Pakistan:
Saman Abbas, il padre davanti al giudice in Pakistan: "Mia figlia è viva" (Foto Facbook)

Non si fermano le ispezioni nel casolare di Novellara in cui sono stati ritrovati resti umani. La struttura non è distante dall'abitazione in cui viveva Saman Abbas ed era frequentata dai suoi stessi familiari. Si teme che i resti rinvenuti appartengano proprio alla giovane pachistana, ma solo il test del Dna potrà dare una risposta certa. Intanto in Pakistan il padre Shabbar è stato arrestato e davanti al giudice ha rilasciato dichiarazioni inaspettate sulla figlia.

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Shabbar Abbas, padre di Saman, avrebbe detto al giudice che la figlia è ancora viva. E' quanto si apprende dell'udienza che si è conclusa a Islamabad e che vede imputato il padre della 18enne, scomparsa da Novellara nella notte tra il 30 aprile e l'1 maggio 2021. La prossima udienza a Islamabad si terrà il 6 dicembre.

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Shabbar, difeso dall'avvocato Simone Servillo, è accusato dalla Procura di Reggio Emilia di omicidio, sequestro di persona e soppressione di cadavere in concorso con altri quattro familiari. Dall'Italia intanto è stata chiesta l'estradizione.

Restano in carcere nel nostro Paese due cugini e uno zio, considerato l'autore materiale dell'omicidio. Per la morte di Saman è accusata anche la mamma, che è ancora latitante. A tal proposito, la polizia federale pachistana ha informato l'ufficiale di collegamento che le ricerche della madre Nazia Shaheen non si fermano.

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Dall'Italia il legale dello zio di Saman, Danish Hasnain, fa sapere che da parte del suo assistito c'è stata collaborazione. Le sue dichiarazioni stridono quindi con quanto detto al giudice pachistano dal padre della giovane. "La collaborazione di Danish c'è stata e lo dice l'atto del verbale di rinvenimento del cadavere, con la sua presenza in loco, messo a disposizione stamattina dalla Procura per noi difensori". L'avvocato Liborio Cataliotti conferma che è stato il suo assistito a indicare il luogo dell'occultamento del corpo, che si presume appartenere a Saman, in un casolare diroccato a circa 700 metri dall'abitazione della famiglia Abbas.

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L'avvocato, che solo negli scorsi giorni ha incontrato in carcere per la prima volta Danish, ha poi precisato: "Non ipoteco il futuro processuale del mio assistito e non commento atti in divenire o non ancora realizzati. Quello che posso dire è che effettivamente ha dato il suo apporto. Che ce ne sia uno ulteriore, staremo a vedere il prosieguo. Ad ora non saprei, perché significherebbe prevedere sviluppi di un processo difficile e richiederebbe un'introspezione psicologica della persona che non è facile per me che lo conosco da solo due giorni".

Per Cataliotti, inoltre, è "indispensabile una sinergia delle parti, in questo processo più di altri, volta a verificare la verità storica dei fatti". Quindi ha aggiunto: "L'acquisizione di elementi di prova utili a ricostruirla è importante, poi sull'interpretazione ci confronteremo tra le parti. La posizione di Danish dopo la collaborazione cambia? Ad oggi no, zero virgola zero. Ha contribuito e questo è un punto fermo, vedremo cosa succederà in futuro".