Saman Abbas, recuperato il cadavere ritrovato a Novellara: il corpo è integro

Saman Abbas, recuperato il corpo ritrovato a Novellara: cosa succede adesso? (Foto Facebook)
Saman Abbas, recuperato il corpo ritrovato a Novellara: cosa succede adesso? (Foto Facebook)

A distanza di un anno e mezzo dalla scomparsa di Saman Abbas, sembra sia in arrivo una svolta. Dopo giorni di ricerche nel casolare abbandonato di Novellara, la salma ritrovata è stata dissotterrata. Il procuratore capo di Reggio Emilia, inoltre, ha fatto sapere che il corpo è integro.

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La 18enne pachistana sarebbe stata uccisa dai suoi stessi familiari perché contraria a un matrimonio combinato. Desiderava essere libera di amare e al suo fianco aveva scelto un suo connazionale residente in Italia. I suoi sentimenti, tuttavia, avevano trovato la ferma opposizione dei genitori. La giovane sarebbe quindi stata uccisa e il suo corpo nascosto. In un casolare poco distante dalla sua casa, a Novellara, sono stati trovati resti umani, probabilmente indicati dallo zio Danish, già in carcere perché considerato autore materiale del terribile omicidio. Arrestati in Italia anche due cugini di Saman. Dopo mesi di ricerche, in Pakistan è stato fermato anche il padre della ragazza. La madre, invece, resta latitante. Le analisi sui resti rinvenuti saranno fondamentali per fare luce sulla vicenda. Intanto, nella serata di domenica 27 novembre, il cadavere ritrovato è stato dissotterrato.

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Il corpo era stato nascosto a circa tre metri di profondità, rendendolo impercettibile anche al fiuto dei cani. Il casolare, infatti, era stato già ispezionato nei mesi successivi alla scomparsa di Saman. Di lei si sono perse le tracce nella notte tra il 30 aprile e l'1 maggio 2021. Il cadavere si presume appartenga proprio alla giovane, ma solo il test del Dna potrà dare risposte certe. Nonostante la profondità in cui si trovava e il tempo in cui è rimasto sotterrato, "è emerso un corpo sostanzialmente integro, che si è ben conservato considerata la profondità nella quale è stato interrato per oltre un anno e mezzo. Indossava gli stessi abiti al momento dell'interramento". Sono le parole di Gaetano Calogero Paci, procuratore capo di Reggio Emilia, che ha parlato alla Rai e a Telereggio nella mattinata di lunedì 28 novembre.

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I resti erano nascosti sotto uno strato di detriti e macerie del rudere abbandonato. Dopo essere stata recuperata, la salma è stata caricata su un mezzo dei necrofori e portata presso l'Istituto di Medicina Legale di Milano, dove verranno svolti gli accertamenti medico-legali, affidati dalla Corte di assise ai periti Cristina Cattaneo e Dominic Salsarola. Le operazioni, effettuate dai carabinieri del Ris di Parma insieme a un team di patologi forensi, sono state particolarmente delicate e sono andate avanti per una settimana. Durante gli scavi sono stati trovati anche alcuni oggetti che saranno analizzati dal Ris: un mozzicone di sigaretta, pezzi di tessuto e due bottiglie.

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La Procura di Reggio Emilia, inoltre, ha aperto un nuovo fascicolo d'indagine, allo stato a carico di ignoti, che potrebbe servire per approfondire eventuali ulteriori complicità. Al momento, per il presunto omicidio sono già a processo 5 parenti: i due cugini, lo zio, il padre e la madre, della quale non si hanno ancora notizie.

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Non solo: dalle analisi sarebbero state individuate tracce di Dna sui vestiti dello zio Danish, gli stessi che verosimilmente aveva indosso la sera in cui la giovane sarebbe stata uccisa. A confermarlo, come riporta il Resto del Carlino, sono le analisi dei Ris di Parma sui vestiti sequestrati dai carabinieri il 5 novembre 2021. Si tratta di un giubbotto felpato nero e grigio con zip, un paio di guanti da lavoro e un paio di ciabatte nere in similpelle. Sul retro del giubbino, in corrispondenza della spalla sinistra, sarebbe stato rilevato un alone biancastro. Sottoposto all'amilasi, test specifico per la ricerca della saliva, ha fornito esito debolmente positivo.

Nella relazione dei carabinieri del reparto investigazioni scientifiche, datata ottobre 2022 e agli atti del processo, non viene precisato se questa appartenga alla giovane scomparsa. Tuttavia, si conferma che "sul giubbotto sono state trovate tracce biologiche riconducibili a Saman".

Da nessun indumento, invece, sono emerse tracce di sangue umano. Gli investigatori scarterebbero quindi l'ipotesi che il corpo sia stato smembrato, come era emerso da alcune confidenze del cugino Ikram Ijaz in carcere. Al contrario, appare più attendibile il racconto del fratello minore di Saman. Quest'ultimo, durante l'incidente probatorio, disse che lo zio Danish aveva strangolato la sorella.