Samantha, in stato vegetativo da 11 mesi: decisione su fine vita al padre. "Ma serve ok medici"

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- (Photo: samantha d'inca)
- (Photo: samantha d'inca)

Sarà il padre a prendere la decisione sul fine vita di Samantha D’Incà, la 31enne di Feltre (Belluno) in coma irreversibile da 11 mesi. Un provvedimento del giudice tutelare indica Giorgio D’Incà, padre della ragazza, come amministratore di sostegno, dandogli la facoltà di dare il via al percorso di fine vita della figlia. A riportare la notizia è il Corriere del Veneto.

Una svolta importante, contenuta in un provvedimento destinato a fare scuola. Anche perché, come spiega l’avvocato Davide Fent, che ha assistito la famiglia nell’iter giudiziario, «fondamentale è il valore dato alle volontà di Samantha».

“Il giudice tutelare”, spiega l’avvocato Fent “ha emesso un provvedimento articolato in dodici pagine, con tre assi importanti”. Prima di tutto, come dicevamo, il giudice ha nominato amministratore di sostegno il padre di Samantha, disattendendo il parere del pm, che era favorevole al fine vita ma chiedeva la conferma dell’avvocato Baldassi come amministratore pur riconoscendone l’eccezionale lavoro svolto.

Il secondo punto è che il provvedimento dà il potere di sospendere i trattamenti sanitari vitali, compresa la nutrizione artificiale, ma saranno i medici che seguono la 31enne ad avere l’ultima parola. In altre parole, non potrà essere il padre da solo a dire basta ai trattamenti.

Il terzo elemento contenuto nel provvedimento è la valorizzazione delle volontà di Samantha, che lei non è in grado di esprimere, ma che sono state ricostruite attraverso le parole dei familiari.

Proprio a proposito del secondo punto, l’okay dei medici alla sospensione dei trattamenti, il Corriere del Veneto riporta:

Il padre non potrà decidere tout court se interrompere le cure che tengono in vita la figlia, ma dovrà prima ottenere il via libera dei sanitari. Cosa decideranno i medici, ancora Giorgio D’Incà non lo sa. “In questi mesi non abbiamo avuto modo di approfondire queste cose con i dottori, ognuno si è concentrato in ciò che doveva fare. Io so però che mia figlia in queste condizioni soffre e i trattamenti non le portano alcun beneficio. Spero che sia chiaro a tutti”.

Attualmente, scrive il Corriere, “la 31enne feltrina si trova in un limbo, uno stato vegetativo irreversibile provocato da una complicanza intervenuta nel corso di un’operazione all’ospedale San Martino di Belluno”. Il padre dice:

″È uno strazio vederla così, si capisce benissimo che sta soffrendo. E l’unico strumento che poteva alleviare questo dolore fisico, ovvero una pompa sottocutanea che liberasse a intervalli regolari il farmaco che rilassa la muscolatura, non è stato possibile installarlo, perché Samantha è troppo magra. Sono fiducioso. La strada è ancora lunga, e non sarò io a poter decidere, ma come prevede la legge la decisione sarà presa dall’équipe medica che sta seguendo amorevolmente Samantha”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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