Samsung, comitato indipendente non chiede testa del n.1 in carcere

Red
·2 minuto per la lettura
Image from askanews web site
Image from askanews web site

Roma, 19 mar. (askanews) - Il comitato indipendente messo in piedi da Samsung Group per decidere sulle sorti del leader di fatto del gruppo sudcoreano, Lee Jae-yong, che si trova in carcere, dopo una lunga discussione ha deciso di non chiedere le dimissioni di quello che formalmente ha la carica di vicepresidente.

Secondo quanto riferiscono i media sudcoreani, il comitato di compliance ha invitato Samsung a obbedire alle leggi e a evitare attività illecite in relazione al caso Lee. Ma, al di là di quest'affermazione di principio, ha ritenuto che le normative siano vaghe nel caso specifico e quindi non ha consigliato esplicitamente a Samsung di rimuovere Lee.

"La questione dell'impiego Lee è qualcosa su cui il comitato non può alla fin fine decidere", ha spiegato un funzionario della compagnia sudcoreana. "Il comitato - ha proseguito - ha semplicemente raccomandato a Lee e a Samsung Electronics di non violare le leggi quando si affrontano le procedure relative al suo impiego".

Lee è in questo momento detenuto e sta scontando una pena di due anni e mezzo di carcere per finanziamenti illeciti erogati all'ex presidente della Corea del Sud Park Geun-hye e all'amica di quest'ultima Choi Soon-sil, conosciuta anche come la "sciamana". Entrambe le donne sono a loro volta in carcere.

Le mazzette - per un valore di 8,6 miliardi di won (7,6 milioni di dollari) - dovevano servire per garantire un'acquiescenza delle autorità rispetto al passaggio di poteri in Samsung dal padre Lee Kun-hee a Lee Jae-yong.

In realtà in Corea del Sud esiste una legge che vieta a una persona condannata per reati economici che ammontino a un valore superiore ai 500 milioni di won di lavorare per compagnie collegate al reato stesso per un periodo di cinque anni dalla fine della pena. Questo vuol dire che teoricamente Lee non può svolgere le sue attività dentro Samsung fino al 2027. Queste restrizioni possono essere revocate in caso di grazia o di autorizzazione da parte del ministero della Giustizia.

Tuttavia i legali di Lee sostengono che tale restrizione non può al momento essere applicata, perché il manager 52enne è tuttora detenuto e non ha ancora scontato la pena. Inoltre affermano che Lee non è "impiegato" in Samsung in quanto non figura nel board del chaebol (conglomerato) sudcoreano dal 2019 e non riceve da questo un salario.