Samsung testa il suo progetto di smart home in una residenza per anziani

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AGI - Fascicolo sanitario aggiornato con attività e controlli medici periodici, smartwatch per le emergenze (e per aprire la porta), sensori che rilevano chi c'è nell'ambiente, se sei a letto e perfino se apri con troppa frequenza il mobiletto per il bagno, tablet per ogni tipo di richiesta. E soprattutto non ci sono telecamere. No quelle no, sono invadenti, fastidiose e sa troppo di spazio sotto controllo.

Sono alcune delle possibilità a disposizione degli over 65 che decidono di trascorrere il loro tempo in una residenza per anziani. Un po' speciale, certo. Perché è uno spazio a metà strada tra una tradizionale RSA e casa propria e perché dentro c'è un progetto pilota di domotica sviluppato insieme a Samsung.

Il risultato è una sorta di condominio (appartamenti monolocali e bilocali) dotato di una vera e propria piattaforma di monitoraggio “non invadente per gli ospiti”, assicura Vivere Over, la società che gestisce la residenza alla periferia Sud di Roma, zona Fonte Laurentina.

“La nostra missione? Sviluppare servizi innovativi per anziani. Al momento non esiste una soluzione come la nostra” ha spiegato la responsabile Emanuela Dainotti. Nel dettaglio i protagonisti di questa piattaforma sono il Samsung Galaxy Tab A8 e il Samsung Galaxy Watch 4. I device permettono la gestione degli apparecchi e dei dispositivi di cui è dotata la struttura, il monitoraggio dello stato di salute degli ospiti, la gestione di eventuali situazioni anomale o di pericolo, la comunicazione e la verifica costante di tutto ciò che avviene all'interno.

Appena mette piede nella residenza, l'ospite si vede assegnata una cartella “socio-sanitaria con i dati anagrafici e di salute di base” spiega Paolo Banfi, responsabile IT di Over. Questi dati “dialogano” con il sistema di domotica dell'ospite, “un sistema IoT, composto da parti che comunicano tra di loro e monitorano il comportamento dell'ospite all'interno della stanza.

Lo seguono in modo non invasivo e senza la presenza di videocamere”. Un esempio? Quando l'ospite va a letto “la dashboard lo registra” grazie ad un sistema di sensori, che controlla anche la qualità del sonno. E ancora, se si alza da letto di notte “c'è un sistema a LED che lo guida verso il bagno”. E se entro un certo lasso di tempo non torna a letto “scatta un allarme automatico”. La casa domotica di Fonte Laurentina è anche disseminata di “bottoni che, in caso di necessità, possono allertare il personale”.

Con un sistema di domotica di questo tipo, dove i dati sono al centro della scena, la tutela della privacy e la difesa contro attacchi hacker devono essere elementi prioritari. “Gli ospiti ovviamente - spiega sempre Banfi - sanno di essere monitorati. Per il resto gli appartamenti sono protetti. Però no, non abbiamo un esperto di cybersicurezza”.

Il progetto, racconta Banfi, è nato un anno fa. “Ne ho parlato al Samsung Center a Milano e con i manager ci siamo trovati subito”. Dalla residenze per over 65, il progetto potrebbe essere implementato per le abitazioni. “Credo che Samsung abbia tenuto conto del potenziale dell'iniziativa”.

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