"San Patrignano mi ha salvato la vita. Muccioli era fermo e coraggioso, non violento"

Silvia Renda
·Collaboratrice Social News
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Nicola Cesaro (Photo: Il Mattino di Padova)
Nicola Cesaro (Photo: Il Mattino di Padova)

“Vincenzo era fermo, non violento. Vincenzo era coraggioso: i miei capi mi raccontavano dei primi anni, quando non c’erano nemmeno i soldi per comprare la cena. Ma lui resisteva e trovava sempre una soluzione. È stato un pioniere”. Nicola Cesaro è entrato a far parte della comunità di San Patrignano quando aveva 28 anni. Era il 1991 e faceva uso di droga da dieci anni. In un’intervista al Mattino di Padova, l’uomo difende l’operato del suo fondatore, Vincenzo Muccioli, controversa figura raccontata nel documentario Netflix SanPa.

“Bisogna vivere la dipendenza per capire: non sei padrone di te stesso, non hai capacità di regolarti e senza una presa di forza non ne esci. Era condizione necessaria per ritornare a vivere. Era fermezza che mi sento di condividere. E poi nessuno era prigioniero: certo, potevi stare dieci giorni chiuso a chiave, ma poi eri libero di scappare. Quanti ne sono scappati! Non era un lager. L’omicidio? Eravamo un paese e in un paese è normale che possa capitare, in tanti anni, qualche episodio violento. Vincenzo non poteva sapere cosa accadeva in ogni angolo”

Nicola non riesce a immaginare come sarebbe oggi la sua vita se la comunità non lo avesse aiutato.


"Penso che avrei trovato un’alternativa. Volevo cambiare, ma con SanPa ho trovato la via migliore. Però mi volto indietro e sì, vedo tante vite salvate. SanPa e Vincenzo ne hanno salvate davvero molte"

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Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.