San Pietroburgo: sette fermi nell’inchiesta sull’attentato

Prima un raid in un appartamento della periferia di San Pietroburgo, con il fermo di sei persone; poi un settimo arresto: la polizia russa cerca gli eventuali complici dell’attentatore suicida che lunedì si è fatto saltare nella metropolitana della capitale degli Zar.

I sette fermati sono sospettati di aver agito come reclutatori per Al Nusra e l’Isis, ma non risultano al momento collegamenti con l’attentatore suicida. Nell’appartamento di Akbardjon Jalilov, il 22enne kirghizo i cui resti sono stati trovati vicino alla bomba, gli inquirenti hanno trovato materiale “compatibile” con l’esplosivo.

“Non posso dire niente di particolare perché era un tipo calmo e tranquillo – commenta una vicina -: non ha mai creato disturbo, e poi era arrivato da poco. Lo abbiamo incrociato un paio di volte, una persona garbata, ha sempre salutato. Non lo si vedeva nè sentiva, mai un rumore”.

Nell’attentato di lunedì sono morte 14 persone, compreso l’attentatore. Una cinquantina i feriti ancora in ospedale, tre dei quali in gravi condizioni.

Una seconda bomba, più potente, trovata inesplosa in un’altra fermata potrebbe essere stata deposta dallo stesso uomo, ma gli inquirenti stanno procedendo a tutte le verifiche.

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