Sanders e il problema Warren: l'analisi del Washington Post

Lme

Milano, 2 mar. (askanews) - Sono su posizioni vicine e i loro elettori li considerano, reciprocamente, la migliore seconda scelta. Bernie Sanders ed Elizabeth Warren sono due candidati alla nomination democratica che appaiono simili, ma per Sanders, al momento probabilmente ancora il favorito per il ruolo di sfidante di Trump, la deputata del Massachusetts rappresenta sempre di più un problema. L'analisi politica del Washington Post punta proprio su questo aspetto: Warren è una miniera di voti che potrebbero convergere su Sanders, ma alla vigilia del Super Tuesday la tenace Elizabeth non sembra intenzionata a lasciare la competizione, anche se non ha mai ottenuto più di un terzo posto negli Stati dove si è già votato e le previsioni non le attribuiscono chance di vittoria in nessuno degli Stati che voteranno tra poche ore. Ma Warren gode di un forte consenso a livello nazionale, circa il 15%, e questo resta un elemento che ha il suo peso, quasi quanto i delegati che, piazzandosi, sta comunque raccogliendo (e, se si vuole allargare l'analisi, sta togliendo potenzialmente a Sanders).

Per questo, secondo il quotidiano della capitale americana, dopo i ritiri di Buttigieg e Klobuchar, i cui elettori sono naturalmente portati a sostenere il più moderato Joe Biden, la permanenza in gara di Warren diventa sempre più un problema per Bernie Sanders, chiamato alla sfida tutt'altro che semplice, soprattutto per un indipendente come lui, mai iscritto al partito democratico, di fronteggiare due colossi come Biden e Bloomberg. Farlo avendo una competitor, per così dire, "interna" del calibro e del seguito di Elizabeth Warren potrebbe rivelarsi un'impresa molto complessa.