Sanit, Borghetti(Pd): R.Lombardia cambi delibera "minestrone"

Red/Alp

Milano, 24 giu. (askanews) - La Regione Lombardia cambi la delibera "minestrone" su Rsa e strutture sociosanitarie. quanto chiedono il vicepresidente del Consiglio regionale, Carlo Borghetti e il capodelegazione del Pd in Commissione, Gianni Girelli, a seguito delle audizioni delle associazioni del settore (Uneba, Arlea, Confocooperative Federsolidariet lombarda, Fondazione Brescia Solidale onlus e Agespi) che si sono tenute oggi in Commissione sanit su richiesta dello stesso Partito Democratico.

"Con la DGR 3226 del 9/6/2020 la Regione stabilisce nuove regole per le strutture sociosanitarie della Lombardia stabilendo gli stessi obblighi strutturali e gestionali per servizi con ospiti ben diversi tra loro, perch si parla di anziani, di persone anche molto giovani con disabilit psichiche o fisiche, o di persone con fragilit o con problemi di tossicodipendenza" spiegano Borghetti e Girelli, sottolineando che "la delibera inadeguata come hanno denunciato chiaramente i rappresentanti dei gestori, innanzitutto perch tratta allo stesso modo strutture che sono molto diverse tra loro: una cosa una RSA con oltre 100 ospiti, un'altra cosa una comunit con 8 o 10 ospiti".

"Non solo, perch non si capisce perch la delibera obblighi i gestori ad attivare una sorveglianza sanitaria al domicilio di persone che non sono ancora loro ospiti" continuano gli esponenti lombardi del Pd, aggiungendo che "questa attivit potrebbe essere svolta dalle Usca".

"Necessario, inoltre, regolamentare meglio la possibilit degli ospiti di incontrare i parenti, ad oggi di fatto vietata dalla delibera, e regolamentare in modo pi appropriato attivit molto specifiche come quelle delle comunit terapeutiche" spiegano Borghetti e Girelli, evidenziando che "questo senza contare che tutte le nuove regole comportano un aggravio dei costi di gestione e non tengono affatto conto che le strutture hanno avuto ingenti extra costi durante la fase acuta dell'epidemia e non potendo contare sulle rette in entrata per la mancanza di ospiti". "Ancora una volta - concludono i consiglieri del - la Regione Lombardia mostra una incapacit di dialogo con il mondo sociosanitario, che avrebbe portato a una delibera migliore, come avvenuto ad esempio in Veneto e questo senza contare che, ancora una volta la Commissione sanit non stata nemmeno sentita sul tema".