Sanità, caso Aias: Speranza invia ispettori in Sardegna

Mpd

Cagliari, 16 nov. (askanews) - "L'invio degli ispettori da parte del ministro Speranza è incomprensibile e ci preoccupa perché, arrivati a un passo dal dare delle risposte ai tanti lavoratori e pazienti che attendono da tempo, ora rischiamo veramente di buttare alle ortiche il lavoro svolto in tutti questi mesi e che ha portato in consiglio regionale una risoluzione votata all'unanimità da tutte le forze politiche, che hanno così dato un forte mandato alla Giunta per una soluzione definitiva al problema. Un risultato storico, ma ora rischiamo di subire una battuta d'arresto". Così l'assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu, commenta la decisione del ministero di inviare i propri incaricati per occuparsi della vertenza Aias, l'associazione che si occupa di assistenza ai disabili i cui lavoratori non percepiscono lo stipendio ormai da un anno. Una situazione complessa caratterizzata dalle proteste dei lavoratori mentre continua il braccio di ferro tra ente e Regione sul fronte dei debiti e dei crediti, con il ricorso al concordato preventivo.

"Abbiamo preso in mano una vertenza che dura da tanto tempo - prosegue Nieddu - e in poco più di sei mesi siamo riusciti a fare quella chiarezza a cui nessuno si era mai minimamente avvicinato prima, nemmeno il precedente governo regionale. Quella stessa parte politica, a cui tra l'altro appartiene il ministro Speranza, che dopo essersi congratulata con l'attuale amministrazione regionale per il lavoro svolto dal tavolo tecnico, oggi plaude l'arrivo degli ispettori. C'è da chiedersi come mai nei cinque anni precedenti non abbiano mai chiesto l'intervento del governo, quando sarebbe stato più opportuno".

"In questi mesi - prosegue l'esponente della Giunta Solinas - non abbiamo mai perso di vista la drammatica condizione dei lavoratori. La situazione attuale, tra l'altro, consentirà ai lavoratori di ricevere in toto le somme erogate da Ats ad Aias". Sull'arrivo degli ispettori l'assessore della Sanità aggiunge: "Non abbiamo niente da nascondere. Il governo sarebbe potuto intervenire prima. Ma ora, a un passo dal traguardo, l'intervento ci sembra intempestivo. Una frenata ora sarebbe veramente uno schiaffo, non solo per i lavoratori e i pazienti, ma per tutta l'Isola".