Sanità, Cdm dà il via libera al nuovo contratto nazionale

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Su proposta del ministro della Pubblica amministrazione, Fabiana Dadone, e del ministro della Salute, Roberto Speranza, il Consiglio dei ministri ha dato il via libera definitivo al nuovo contratto nazionale del comparto sanitario pubblico.

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È durato due ore e mezza il Cdm di questa sera che ha dato il via libera definitivo al nuovo contratto nazionale del comparto sanitario pubblico. Come dichiarato dal ministro della Salute, Roberto Speranza attraverso un messaggio su Twitter, “Una bellissima notizia! Arriva il via libera in Consiglio dei Ministri al nuovo contratto del personale sanitario pubblico!! Finalmente più risorse per chi ogni giorno si prende cura della nostra Salute!”.

“Una buona notizia”, dichiara a sua volta il segretario nazionale della Fp Cgil medici e dirigenti Ssn, Andrea Filippi. Per poi aggiungere “è stato un percorso tortuoso, perché un contratto particolarmente positivo per i professionisti ha suscitato in questi mesi qualche difficoltà. Ma l’impegno del Governo e delle Regioni ha consentito di raggiungere il risultato sperato prima della fine dell’anno”. Inoltre, “dobbiamo riconoscere il grande lavoro del ministro della Salute, Roberto Speranza, del ministro della Pa, Fabiana Dadone, e del presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, nel ridare un contratto in tempi rapidi a 130 mila professionisti. Ora attendiamo la convocazione per la sottoscrizione definitiva dopo la valutazione della Corte dei conti”.

Contenta del risultato ottenuto anche il ministro Dadone. L’approvazione del nuovo contratto collettivo sanità, infatti, “adegua gli istituti del rapporto di lavoro dopo una vacanza contrattuale che durava da circa dieci anni”, fa sapere il Dipartimento funzione pubblica in una nota in cui comunica la soddisfazione dal titolare di Palazzo Vidoni, Fabiana Dadone. Per poi sottolineare come questo “riconosce incrementi retributivi a regime del 3,48%, corrispondenti ad un beneficio medio complessivo di circa 190 euro/mese, che valorizza anche la quota di retribuzione erogata a livello locale per la remunerazione delle condizioni di lavoro, dei risultati raggiunti e degli incarichi dirigenziali”.

Il contratto, infatti, riformula le relazioni sindacali e amplia importanti tutele per il personale del comparto. In particolare “Viene riconosciuta e salvaguardata la specialità della dirigenza del Ssn, valorizzandone la carriera e prevedendo un accurato sistema di valutazione”. Per quanto riguarda l’aspetto economico infine, si ricorda che “è stata operata una rivalutazione degli stipendi tabellari a regime di 125 euro mese per tredici mensilità a cui si aggiungono gli ulteriori incrementi che hanno interessato la parte accessoria del salario, con una particolare attenzione agli istituti retributivi più direttamente correlati alla erogazione dei servizi”.