Sanità, Cimo Fesmed: costretti a firmare contratto iniquo

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Roma, 19 dic. (askanews) - "Costretti a firmare ma convinti a non cedere. Con questo spirito oggi la Federazione CIMO-FESMED porrà oggi una sigla in ARAN all'atto conclusivo di accordo sul contratto dell'Area Sanità, mettendo a verbale una dichiarazione che non fa sconti e anticipa future azioni di contestazione su un testo giudicato peggiorativo per la dignità e la qualità lavorativa dei medici e la cui attuazione concreta mette a rischio il livello dei servizi pubblici per la salute dei cittadini". Così una nota diffusa in mattinata. "In particolare - si legge - la Federazione preannuncia ricorsi e cause sul tema della retribuzione individuale di anzianità (RIA), sull'orario di lavoro, sulle condizioni vincolanti alla scelta di un legale e sui diritti dei medici in extramoenia. Inoltre, in una dichiarazione che CIMO e FESMED hanno già chiesto di allegare al verbale della riunione odierna in Aran, sono sintetizzati i punti che si considerano inaccettabili e che saranno oggetto di un controllo capillare dei rappresentanti CIMO-FESMED nell'applicazione del contratto azienda per azienda".

"Fa molta rabbia essere costretti a firmare un contratto di lavoro atteso da oltre dieci anni con incrementi economici del tutto marginali ma, soprattutto, con una normativa che penalizza fortemente i medici che lavorano nel SSN pubblico", spiega Guido Quici, presidente della Federazione CIMO-FESMED. "Abbiamo più volte denunciato come questo testo, proposto da Aran e Regioni, non faccia che peggiorare la tutela legale, l'orario di lavoro, la progressione di carriera unica per tutta la dirigenza senza fondi e senza regole certe, la perdita di alcuni diritti a favore dei portatori di handicap, e anche le prerogative sindacali, che vengono fortemente svilite e depotenziate". (Segue)