Sanità: da video-visita a ecg a distanza, 4mila medici famiglia già 3.0

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Sanità: da video-visita a ecg a distanza, 4mila medici famiglia già 3.0
Sanità: da video-visita a ecg a distanza, 4mila medici famiglia già 3.0

Roma, 12 nov. (Adnkronos Salute) – Un ambulatorio virtuale in cui il paziente, dal salotto di casa, può farsi visitare dal suo medico di famiglia, eseguire un elettrocardiogramma o altri esami a distanza, controllare diversi parametri fisiologici e fare, allo stesso tempo, le più tradizionali richieste come prenotare un appuntamento, fare un consulto, chiedere una prescrizione. Tutto questo in un ambiente sicuro anche rispetto alla privacy. Non è solo il futuro della medicina generale ma anche una realtà già nel 10-12% degli studi dei dottori di famiglia italiani, più o meno 4mila camici bianchi. A spiegare all'Adnkronos Salute la 'rivoluzione' già in atto, accelerata anche dalle necessità poste dalla pandemia, è Massimo Magi, presidente della Fondazione 'Nuvola della sanità' (Nusa), creata dalla Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg) per "la promozione del diritto alla tutela della salute".

"Oggi sono ancora pochi i medici di famiglia che hanno dotazioni di tecnologie digitali per la telemedicina: elettrocardiografo, spirografo, holter pressorio o cardiaco, pulsossimetro multiparametrico ma anche piattaforme per le visite virtuali. Su 42mila medici di famiglia circa 4 mila lavorano attualmente con queste nuove tecnologie. E si tratta soprattutto di professionisti che esercitano in forme aggregate e studi associati. Ma c'è una grande predisposizione e una grande attesa da parte della categoria. Il 60-65% dei medici vede di buon occhio questo sviluppo della professione. Inoltre l'arrivo di tanti giovani nella professione, per il ricambio generazionale in corso, sta facilitando l'introduzione delle nuove tecnologie" .

La medicina generale, infatti, "si sta orientando a realizzare un triangolo dell'innovazione: personale di studio, collegamenti telematici e digitale. Siamo già sul terzo gradino. I primi due li abbiamo già assunti nella nostra professione. Oltre il 90% dei medici ha un computer con i necessari collegamenti. Ora la sfida è la digitalizzazione, che si fa con gli strumenti di ultima generazione. Le innovazioni ormai ci consentono di usare strumenti di facile uso, con una refertazione non complessa per dare risposte veloci ai pazienti che si presentano nei nostri studi", riferisce Magi.

La crisi sanitaria da Covid-19 ha funzionato da acceleratore per l'acquisizione di questi dispositivi. I medici hanno comunicato con i pazienti anche attraverso Whatsapp, email "ma in realtà – spiega Magi – non si potrebbero usare questi strumenti, perché non conformi alle norme della privacy. Per cui il medico le usa a suo rischio e pericolo. Ecco perché stiamo mettendo in campo piattaforme che garantiscano sicurezza al medico e al cittadino. Abbiamo una app che si chiama 'studio medico 3.0' che consente, con il semplice uso del telefonino, di visitare il paziente, e poterlo vedere oltre che registrare alcuni parametri", conclude.