Sanità, in Emilia-Romagna scendono interruzioni volontarie gravidanza -2-

red/Rus

Roma, 9 ott. (askanews) - Negli ultimi tredici anni, con il calo degli interventi e, in parte, fino al 2010, con la crescita in parallelo della popolazione femminile in età feconda residente in Emilia-Romagna, il tasso di abortività regionale (Ivg di residenti per 1.000 donne residenti in età 15-49) è passato dal 10.4 nel 2004 al 6.7‰ nel 2018. Inoltre, sebbene sia sempre più elevato se confrontato con quello della popolazione italiana (14,9‰ rispetto al 4,8‰), anche il tasso di abortività della popolazione straniera è in netto calo nel corso del periodo considerato (era 40,4% nel 2003).

Si conferma il ruolo centrale del Consultorio familiare, nell'assistenza al percorso dell'Interruzione volontaria di gravidanza e come luogo dove ottenere il certificato (70,4% tra le residenti); un dato, seppure in leggero calo rispetto al 2017, decisamente più alto della media nazionale (43,6%). Scelto in larga parte dalle cittadine straniere (77,8%), il Consultorio negli ultimi anni è diventato sempre più un punto di riferimento anche per le donne italiane: nel 2018 le certificazioni fatte in queste sedi riguardano il 65% delle Ivg effettuate da italiane, erano il 47,4% nel 2005.(Segue)