Sanità, Fnomceo: no a medici che non parlano italiano a Bolzano

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Roma, 12 nov. (askanews) - "La Sanità altoatesina ancora sotto i riflettori. Non si è spenta l'eco dei lugubri manifesti con l'uomo morto, secondo il partito secessionista Südtiroler Freiheit, perché 'il medico non sapeva il tedesco', che già un'altra iniziativa arriva a minare l'unitarietà del Servizio sanitario nazionale. Questa volta si tratta di una Legge provinciale, la n. 10 del 17 ottobre 2019, recante "Disposizioni per l'adempimento degli obblighi della Provincia autonoma di Bolzano derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea (Legge europea provinciale 2019)", pubblicata sul Bur del Trentino - Alto Adige il 24 del mese scorso". E' quanto denuncia una nota della Federazione degli Ordini dei Medici, Fnomceo, che spiega: "L'articolo 4, dedicato agli Ordini e Collegi, autorizza i medici che conoscano solo il tedesco, e che quindi non parlino nè comprendano l'italiano, a esercitare nella provincia autonoma di Bolzano, bypassando, nel caso si tratti di medici stranieri, provenienti soprattutto dalla confinante Austria, la normativa nazionale. Normativa che prevede il riconoscimento dei titoli conseguiti all'estero da parte del Ministero della Salute e poi, per l'iscrizione all'Ordine, l'accertamento della conoscenza della lingua e delle normative italiane. Preoccupata - 'pur comprendendo l'importanza che la questione dell'autonomia e del bilinguismo ricopre in Alto Adige' - la Fnomceo, la Federazione degli Ordini dei Medici che, per mano del suo Presidente Filippo Anelli, ha scritto al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al Ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, e a quello della Salute, Roberto Speranza, per segnalare l'elusione della normativa nazionale e valutare l'impugazione di parte della Legge provinciale. (Segue)