Sanità, Fnomceo: prescrizione farmaci competenza medico

Cro/Mpd

Roma, 20 lug. (askanews) - Al collega Sottosegretario alla Salute Armando Bartolazzi vorremmo far presente che i medici italiani hanno già una guida che indica la via per una prescrizione ottimale, corretta ed appropriata. Ed è l'articolo 13 del Codice di Deontologia medica, tutto dedicato, appunto, alla prescrizione ai fini della prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione". Così il presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli, interviene nel dibattito scatenato da alcune dichiarazioni rilasciate dal Sottosegretario alla Salute in occasione della presentazione, due giorni fa a Roma, del rapporto realizzato dall'Osservatorio nazionale sull'impiego dei medicinali (OsMed) dell'Aifa.

"La prescrizione a fini di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione è una diretta, specifica, esclusiva e non delegabile competenza del medico, impegna la sua autonomia e responsabilità e deve far seguito a una diagnosi circostanziata o a un fondato sospetto diagnostico - recita Anelli, citando il Codice -. La prescrizione deve fondarsi sulle evidenze scientifiche disponibili, sull'uso ottimale delle risorse e sul rispetto dei principi di efficacia clinica, di sicurezza e di appropriatezza. Il medico tiene conto delle linee guida diagnostico-terapeutiche accreditate da fonti autorevoli e indipendenti quali raccomandazioni e ne valuta l'applicabilità al caso specifico. L'adozione di protocolli diagnostico-terapeutici o di percorsi clinico-assistenziali impegna la diretta responsabilità del medico nella verifica della tollerabilità e dell'efficacia sui soggetti coinvolti. Il medico è tenuto a un'adeguata conoscenza della natura e degli effetti dei farmaci prescritti, delle loro indicazioni, controindicazioni, interazioni e reazioni individuali prevedibili e delle modalità di impiego appropriato, efficace e sicuro dei mezzi diagnostico-terapeutici".

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