Sanità Lazio, Simeone (FI): in 11 anni servizi in calo

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Roma, 31 lug. (askanews) - "Intendo dare una valutazione positiva sull'uscita del Lazio dal commissariamento della sanità. Forse con un Governo regionale più attento sicuramente si sarebbe potuti ottenere prima questo risultato. Ma abbiamo molto da ridire, a partire dalle scelte sulle Asl". Così in una nota Giuseppe Simeone, consigliere regionale di Forza Italia e presidente della commissione Sanità, politiche sociali, integrazione sociosanitaria e welfare. "Nel momento di fare la valutazione sulle nomine sottoposte per i direttori generali di 5 importanti aziende, abbiamo creduto che in questa Regione esistano professionalità in grado di poter dirigere la sanità locale. Per questo - spiega - abbiamo votato contro nomine provenienti dall'esterno: Friuli, Emilia Romagna, Molise. Un discorso che vale anche per Latina, terra di conquista del governatore Zingaretti, dove si è deciso di nominare come direttore amministrativo una persona che fino a qualche giorno prima era consigliere comunale a Marino, nel gruppo del Pd. Ma è sui servizi che registriamo le note più dolenti. Ricordo che sono numerosi gli ospedali chiusi. I distretti, quelli che operano sul territorio, sono rimasti senza personale. Per non parlare delle Case della Salute: Zingaretti si è impegnato sul fatto che almeno 30 sarebbero state realizzate nel quinquennio 2013-2018. Di quelle 30, ne sono state aperte meno della metà. Purtroppo la sanità che si percepisce in questa Regione è quella dei Pronto Soccorso sovraffollati, autentici gironi danteschi, veri e propri 'lazzaretti'. Così come non c'è risposta alle liste d'attesa. Siamo alla quarta edizione di un piano straordinario. Ad oggi meno del 50 per cento delle Asl rispettano i sessanta giorni, addirittura nella provincia di Latina, ci sono diciassette servizi inaccessibili, dove non si riesce proprio a prenotare. L'utenza laziale è sempre più insoddisfatta della qualità dei servizi sanitari offerti" conclude.