Sanità, in Liguria approvata la nuova legge sui disturbi alimentari

red/Rus

Roma, 23 lug. (askanews) - "Questa norma migliorerà il nostro sistema sanitario, assicurando una migliore risposta ai giovani e giovanissimi che soffrono di disturbi del comportamento alimentare e il supporto adeguato alle famiglie, anche grazie alla formazione specifica degli operatori e di tutti coloro che lavorano nei servizi alla genitorialità". Così la vicepresidente e assessore alla Sanità di Regione Liguria Sonia Viale in merito all'approvazione oggi in Consiglio regionale della legge sui disturbi alimentari. Tra i punti chiave della legge, l'istituzione del 'codice lilla' presso il pronto soccorso dell'ospedale pediatrico Gaslini, con il potenziamento dell'ambulatorio dedicato ai pazienti attraverso l'estensione della presa in carico fino ai 18 anni, e un preciso focus sulla formazione degli operatori del sistema socio sanitario ligure, per poter intercettare tempestivamente queste problematiche.

"Con questa legge - aggiunge la vicepresidente Viale - affrontiamo in modo compiuto il tema dei disturbi del comportamento alimentare, con un preciso impegno nella formazione degli operatori e con l'attivazione del codice lilla nel pronto soccorso dell'Istituto Gaslini, potenziando anche l'ambulatorio esistente, con la possibilità di estendere il percorso di cura fino a 18 anni. Questo, per altro, senza irrigidire i setting assistenziali, che possono essere modificati secondo l'evidenza clinica e scientifica". L'assessore Viale ha ricordato che "ogni anno il 15 marzo celebriamo la giornata nazionale del fiocchetto lilla, dedicata ai disturbi alimentari: il prossimo anno sarà l'occasione anche per fare il punto sull'entrata in vigore di questa legge. Nell'ultimo piano socio sanitario c'è un focus dedicato a questo tema su cui lavorano ogni giorno diverse associazioni, spesso nate a seguito di drammi familiari, spesso consumati in silenzio, senza che il sistema riuscisse ad intercettare i bisogni dei ragazzi e senza che i genitori avessero gli strumenti per cogliere i primi segnali di queste patologie. Anche per questo dovranno essere coinvolti in questo percorso anche tutti i servizi territoriali a supporto delle famiglie".(Segue)