Sanità lombarda: assolto il viceministro Garavaglia -3-

Fcz

Milano, 17 lug. (askanews) - Stando alla ricostruzione della pubblica accusa così come formulata nel capo di imputazione, Mantovani e Garavaglia, in concorso tra loro, avrebbero dato l'"input" per "vanificare gli esiti del bando" che quattro associazioni si erano aggiudicati "in forma aggregata" e favorire così la Croce Azzurra Ticina, onlus particolarmente attiva nei territori dell'Alto milanese. In particolare, i due ex assessori lombardi (oltre che vicepresidente della giunta regionale, Mantovani deteneva le deleghe della sanità) sarebbero intervenuti su Giorgio Scivoletto, allora direttore generale dell'Asl Milano 1 (condannato oggi a 2 anni e 2 mesi) per escludere le associazioni vincitrici della gara.

Un'ipotesi accusatoria basata soprattutto su una serie di sms e telefonate che risalgono al marzo del 2014. Agli atti del processo c'è, tra gli altri, il messaggio spedito da Mantovani a Garavaglia per segnalargli il "problema bando dializzati e Croce azzurra". C'è poi la successiva telefonata con cui Garavaglia sottolineava a Mantovani che la gara, così com'era stata indetta, "mette fuori gioco la Croce Azzurra". E "siccome nei nostri Comuni fa tutto la Croce Azzurra...", spiegava ancora Garavaglia a Mantovani, che gli rispose assicurando "di interessarsi subito del problema". Elementi che hanno spinto il pm Polizzi a ritenere "provata la turbativa d'asta realizzata da Scivoletto su specifiche disposizioni ricevute da Mantovani e dall'allora assessore Garavaglia". Il collegio presieduto dal giudice Giulia Turri ha invece condannato per turbativa d'asta Mantovani, Di Capua e Scivoletto, assolvendo dalla stessa accusa Garavaglia.

L'ex vicepresidente della giunta regionale, che insieme al suo ex portavoce Di Capua è stato assolto "perchè il fatto non sussiste" da alcuni capi d'accusa, è stato anche ritenuto colpevole di corruzione. Imputazione, questa, che ha portato alla condanna a 2 anni e due mesi di carcere di Gianluca Parotti, l'ex architetto di Mantovani, che avrebbe eseguito a titolo gratuito alcuni lavori di ristrutturazione a favore del politico di Forza Italia incassando come contropartita la promessa di alcuni incarichi pubblici. Il Tribunale ha ordinato la confisca di 62 mila a Parotti e di 333 mila euro a Mantovani, somma che equivale al profitto del reato. Tra 90 giorni il deposito delle motivazioni.