Sanit post Covid, appello a malati maculopatie: no stop a cure

Lme

Milano, 10 giu. (askanews) - Tra gli effetti dell'emergenza Covid ci sono anche le conseguenze sulle persone affette da altre patologie, come per esempio le maculopatie, che hanno interrotto le terapie durante il lockdown e ora faticano a riprendere confidenza con gli ospedali. Per questo il Comitato Macula, associazione italiana che sostiene chi soffre di queste patologie, ha denunciato la situazione, attraverso il suo presidente, Massimo Ligustro. "I pazienti - ha detto ad askanews - frequentano malvolentieri l'ambiente ospedaliero, perch viene considerato sporco, ostile, pericoloso. Questa fondamentalmente la prima causa per cui i pazienti si allontanano e hanno interrotto i trattamenti. La seconda causa il distanziamento sociale, con le nuove normative che sono in vigore".

La combinazione di questi fattori fa s che molte persone corrano il rischio di un regresso della malattia, con conseguenze anche gravi. "Non detto che ritrovandosi di nuovo in una fase cos drammatica della malattia - ha aggiunto Ligustro - possano tornare alla qualit di vita e di visione che avevano ottenuto".

Per quanto riguarda gli ospedali, per, la situazione della sicurezza sotto controllo. Ne abbiamo parlato con il professor Massimo Nicol, responsabile del Centro Retina Medica e Maculopatie presso la Clinica oculistica dell'Ospedale San Martino di Genova.

"Noi - ci ha spiegato - abbiamo adottato e stiamo adottando tutte le necessarie misure di sicurezza previste dal governo. Per cui da questo punto di vista voglio rassicurare tutti i pazienti e in particolare i pazienti maculopatici che seguiamo da vicino. Per, proprio per il fatto che siamo tenuti a seguire queste nuove procedure di distanziamento fisico e sociale, chiaramente impossibile poter seguire il numero di pazienti che curavamo in era pre Covid".

Per fare fronte a questa situazione, il professor Nicol ipotizza delle nuove modalit per garantire la copertura di tutti i pazienti, nel rispetto delle nuove disposizioni. Partendo da un elemento fondamentale: "Effettuare le iniezioni intravitreali in un ambiente che non sia pi il blocco operatorio, la sala operatoria - ha proposto il professore - luoghi che inevitabilmente prevedono tutta una serie di aspetti particolari. La prima cosa, a nostro avviso, sarebbe quella di creare quelle che il mondo anglosassone definisce clean room, stanze pulite: ambulatori puliti, dotati per esempio di piccole cappe a flusso laminare, che sono strumenti facilmente trasportabili, dalle quali fuoriesce del flusso laminare e, per chi nel raggio d'azione, si crea una situazione di sterilit".

Si tratta di un'ipotesi che, secondo il professor Nicol, pienamente sostenibile anche dal punto di vista economico. Il tema dei costi, per, riguarda anche i pazienti, che spesso devono raggiungere centri di cura distanti.

"Noi - ha concluso Ligustro - abbiamo istituito una convenzione con un gruppo bancario: chiunque si registra sul nostro sito riceve 2mila euro a Taeg 0 su una carta ricaricabile, per permettere alla persona di sostenere le spese necessarie a curarsi".

Si tratta di diverse soluzioni che hanno lo scopo di sostenere chi soffre di maculopatie, ribadendo l'importanza di non interrompere le cure.