Sanità, Speranza: con manovra governo ha dato segno cambiamento 2

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Roma, 11 gen. (askanews) - "In questa legge di Bilancio abbiamo cominciato a chiudere la stagione dei tagli e abbiamo ricominciato a mettere risorse. I numeri sono significativi, mettiamo due miliardi sul fondo sanitario nazionale. Sono molti anni che non si metteva una cifra così alta, raddoppiamo sostanzialmente perché negli ultimi anni si metteva circa un miliardo mentre quest'anno due miliardi in più sul fondo sanitario", ha detto Sperranza.

"Sono convinto - ha continuato il ministro - che sia necessario spendere di più e in questa legge di Bilancio, io sono ministro da quattro mesi, abbiamo dato un primo segno in controtendenza chiudendo la stagione dei tagli. Il Presidente del Consiglio Conte ha assunto un impegno, che è il vero orizzonte: entro la fine della legislatura dieci miliardi sul fondo sanitario nazionale, questa sarebbe una cifra che consentirebbe al nostro servizio sanitario nazionale un vero rilancio".

"La grande questione che ho trovato è quella del personale. Le regole che si è data l'Italia a partire dai primi anni duemila sono regole molto stringenti, avevamo un tetto chiuso sul personale che era la spesa del 2004 meno l'1,4%. In una fase di difficoltà economica - ha continuato il ministro - il Paese si è dato alcune regole e ha immaginato una programmazione della spesa costruita per silos chiusa con dei tetti. Il tetto che ha fatto più danni al nostro Servizio sanitario nazionale è quello sul personale. Dobbiamo cambiare la politica dei tetti e abbiamo iniziato a farlo".

"Nel 2019 per la prima volta si è potuto spendere un 5% sulla quota aggiuntiva di fondo che era un miliardo, mentre nel 2020 con il Patto per la salute si può arrivare al 15% in più sulla quota aggiuntiva che è di 2 miliardi. Da un anno all'altro diciamo alle regioni che la potenziale quota aggiuntiva di spesa sul personale sale di sei volte", ha sottolineato Speranza.

"Dopo la firma del nuovo contratto del personale sanitario pubblico, è in corso una discussione significativa che riguarda anche la sanità privata. Stiamo parlando di oltre novantanovemila dipendenti. Mi auguro - ha concluso - che nei primi mesi del 2020 anche la Sanità privata possa arrivare a un rinnovo del contratto, che non avviene da 12 anni. Questo è fondamentale anche perché una parte del personale che si forma in Italia poi va a lavorare all'estero, dove in altri Paesi le condizioni sono migliori".