Sanità, Speranza: ecco il SSN del futuro su cui lavoriamo

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 17 mar. (askanews) - Cinque assi su cui si articolerà il nuovo Servizio Sanitario Nazionale, quello su cui sta lavorando già da oggi il ministro della Salute, Roberto Speranza, che ha illustrato questa mattina alle commissioni riunite di Camera e Senato le linee programmatiche del suo dicastero. Dal potenziamento della medicina del territorio, "per garantire l'esigibilità dei Lea. Implementare una assistenza di prossimità e mitigare la povertà sanitaria con l'implementazione della casa di comunità che sarà presidio della salute per dare risposte immediate" mentre l'ospedale diventa il luogo di cura delle patologie acute, all'attuazione del modello "One Health" che "lega salute, benessere, ambiente e clima: una parola d'ordine da proporre con forza"; dall'ammodernamento e potenziamento del patrimonio ospedaliero al forte impulso alla digitalizzazione.

"Saranno attuate opere di ammodernamento e potenziamento della rete ospedaliera con interventi sul patrimonio edilizio e tecnologico per garantire livelli di assistenza omogenei su tutto il territorio nazionale. La vetustà strutturale e tecnologica - ha sottolineato Speranza - è infatti in alcuni casi tale da pregiudicare la produttività, la modalità di erogazione di servizi alle persone e la qualità delle prestazioni". "L'ospedale - ha detto - dovrà essere il luogo dove si gestiscono i bisogni assistenziali delle patologie acute. E dovrà diventare sempre più flessibile con servizi di telemedicina e percorsi separati di accesso e pre triage". "E per tutto il patrimonio ospedaliero - ha sottolineato ancora il ministro - va avviata un'urgente transizione verso la sostenibilità ecologica, una sfida imprescindibile nell'emergenza mondiale del cambiamento climatico".

In programma anche "Interventi per una massiccia digitalizzazione e per un uso capillare delle nuove tecnologie": sono necessari, ha spiegato il ministro, "per attivare nuove e più efficienti modalità di erogazione dei servizi sanitari, consentendo innanzi tutto di registrare il percorso del paziente sin dal primo momento di interazione con la rete di assistenza, applicando criteri per omogeneizzare e standardizzare la raccolta e il trattamento dei dati sanitari elaborati ed aggregati". "Investire nella trasformazione digitale del Servizio sanitario nazionale è una priorità per il nostro Paese, così come per tutti i Paesi europei - ha detto Speranza -. E' un lavoro che deve cominciare dal cuore stesso del sistema". Quanto ai servizi sul territorio, Speranza ha osservato che, fra le altre cose, "vanno attivati i centri territoriali contro la povertà sanitaria, da situare persso le aree più a rischio di marginalità sociale e sanitaria". E' necessario raggiungere quelle "fasce di popolazione che si trovano in situazione di grave marginalità sociale e di elevata fragilità sociosanitaria. A partire dai 4,85 milioni di persone che vivono in una condizione di povertà assoluta e che hanno bisogno più di altre di essere raggiunte e prese in carico dal Ssn. Proteggere e includere chi oggi rischia di restare escluso dall'assistenza è necessario non solo in nome dell'universalità del nostro Servizio sanitario ma per rafforzare in modo strutturale l'intero sistema. La salute del singolo si realizza pienamente solo in una comunità sana". Per questo scopo, ha detto, "le equipe da formare dovranno essere multidisciplinari per dare risposte a una varietà di esigenze: dalla prevenzione, su corretti stili di vita, al monitoraggio di situazioni a rischio di violenza, dalle campagne di screening e vaccinazione all'assistenza domiciliare in situazioni abitative deprivate o a rischio".

Per fare tutto questo secondo il titolare della Sanità, la prima cosa da fare è "chiudere la stagione dei tagli e aprire quella degli investimenti" in sanità.

"L'uscita dall'emergenza covid è solo la prima mattonella - ha sottolineato -. Questo è il momento del rilancio del Servizio Sanitario Nazionale. Ma solo le risorse non bastano: serve un impianto di riforma capace di capire, in questa emergenza, cosa ha funzionato e cosa no. I fondi del recovery ci permetteranno di realizzare un pezzo di questo disegno ma non basteranno. DOvremo reperire altre risorse. Però, a fianco degli strumenti finanziari ci devono essere le riforme".