Sanità, Zaia ai medici: in tribunale vedremo chi ha ragione

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Venezia, 20 ago. (askanews) - "Io vengo attaccato perché semplicemente cerco di risolvere un problema. Ho saputo che i sindacati dei medici hanno impugnato la delibera e annunciato addirittura di volermi denunciare alla Corte dei Conti. Ne prendo atto, andremo in tribunale e vedremo di capire chi ha ragione. Se abbiamo ragione noi, andiamo avanti. Se hanno ragione loro, si saprà almeno di chi è la responsabilità della mancata assunzione, in un periodo di emergenza, di 500 medici neolaureati". Lo ha dichiarato Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, replicando ad un sindacato dei medici che ha minacciato la denuncia nei suoi confronti per le annunciate assunzioni di 500 medici neolaureati in regione. "Io ho l'obbligo di dire le cose; se dico che mancano medici, mancano medici. Per tenere aperti alcuni reparti serve personale" ha aggiunto Zaia. "Nei mesi passati abbiamo presentato delle norme che ci permettono oggi di assumere 500 medici neolaureati abilitati e farli lavorare dopo un tirocinio teorico presso la nostra Scuola di Sanità di 92 ore e dopo 2 mesi, a 38 ore a settimana, di tirocinio in corsia. Questi medici - aggiunge il governatore veneto - di certo non andranno a fare trapianti o attività di specializzazione ma andranno a coadiuvare i colleghi senior di medicina generale, di geriatria e di pronto soccorso". "Se un medico laureato dopo 6 anni e abilitato dopo un ulteriore anno viene ritenuto un incapace, allora allargo le mani. Se mi si dice che questi medici non possono nemmeno andare a dare una mano agli altri medici, vuol dire che qualcuno, inconsciamente, considera questi giovani medici degli incapaci - ha continuato Zaia -. Se fossi in questi ragazzi intanto mi arrabbierei e se fossi nelle Università qualche puntino sulle i lo metterei. Se si dice che questi ragazzi non possono avvicinarsi ad un paziente, significa anche bocciare le Università; vuol dire che li abbiamo formati per 7 anni per poi dire loro che devono stare lontani dai pazienti? E' una vergogna". "Oggi mancano molte professionalità e mancano perché in Italia un ragazzo che studia medicina per 6 anni, facendo pratica e dando tutti gli esami e dopo un ulteriore anno di abilitazione, non può lavorare perché deve farsi altri 3 o 5 anni di università per la specialità - ha sottolineato il governatore veneto -. Io non ho nulla contro la specialità, e anzi penso che la medicina del futuro sia quella dell'iperspecializzazione, però è pur vero che in questo momento i posti nelle scuole di specialità sono inferiori alle richieste di mercato e quindi si è creato questo problema e cioè che vi sono meno medici specializzati da assumere rispetto a quelli che servirebbero" ha concluso.